ADSL cara solo in Italia?

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Tariffe altissime rispetto agli USA ma anche agli paesi europei in cui gli utenti possono sfruttare i nostri sovrapprezzi per ottenere abbonamenti vantaggiosi grazie ad una curiosa redistribuzione operata dai provider. Una analisi del fenomeno e un invito a mobilitarsi per modificare la situazione.

di Carlo Volpi

Solitamente diamo per scontato che un cittadino statunitense possa accedere alle tecnologie informatiche più facilmente di un italiano. Ci sono molte giustificazioni per questa situazione: gli USA sono un mercato più grande, più omogeneo, con storia e leggi notevolmente diverse e così via.
Ma come si può spiegare che una delle tecnologie più vitali per lo sviluppo di una nazione, l’accesso ad Internet a larga banda, venga pagato dagli italiani più del doppio rispetto ai paesi europei a noi più vicini?
In seguito ad una interessante notizia pubblicata su Hardware Upgrade si è sviluppato un acceso dibattito in cui i sempre curiosi utenti Internet italiani hanno dimostrato di sapersi guardare attorno e soprattutto di saper fare due conti in tasca ai propri fornitori d’accesso Internet.
Anche noi siamo andati a controllare e siamo rimasti sconcertati da quanto abbiamo scoperto.
Abbiamo confrontato i prezzi di tre provider che operano sia in Francia che in Italia: Tele2, Telecom Italia con il marchio Alice ADSL e Tiscali.
Mentre l’accesso base in Italia corrisponde ad una velocità  di 640Kbps, in Francia solitamente è di 1024Kbps, con l’eccezione di Tiscali che fornisce un accesso base a 512Kbps.

Nella prima tabella sono riportati i costi di una connessione flat: una linea ADSL base con tariffazione flat in Italia costa più del doppio che in Francia.
Per le tariffazioni a tempo la differenza di prezzo è simile: intorno ad un Euro all’ora in Francia e a due Euro all’ora in Italia.
Non finisce qui: in Francia sono facilmente disponibili, a prezzi assolutamente accessibili, connessioni a velocità  decisamente più elevate, fino a 3Mbps.
Siccome le offerte sono molto diverse in questo caso, abbiamo calcolato quanto costa 1 megabit al secondo acquistando, per ogni operatore, il pacchetto più conveniente disponibile per un privato cittadino.
Ad esempio in Francia Tele2 offre 2Mbps a 19.85€ al mese, quindi un megabit
viene a costare al minimo 9.93€ al mese.

1mbps

Dalla seconda tabella si può immediatamente vedere che più l’utilizzo della rete è intenso, più il cittadino francese è avvantaggiato rispetto all’italiano: una connessione veloce costa fino a 6 volte meno che in Italia.
Per ottenere un raffronto omogeneo questi calcoli si limitano agli operatori che operano in entrambi i paesi: va detto che nelle maggiori città  italiane è presente FastWeb, un operatore che posando cavi in fibra ottica propri ed offrendo connessioni ad alta velocità  (dai 4Mbps in su) riesce ad essere molto competitivo per gli utenti più esigenti, anche se ha un prezzo d’attacco impegnativo e una diffusione decisamente inferiore ad ADSL.
Negli altri grandi paesi dell’Europa continentale cosa succede? In Germania e Olanda la situazione assomiglia molto a quella francese, anche se alcuni protagonisti cambiano. La Spagna invece sembra trovarsi nelle stesse condizioni dell’Italia: ancora una volta gli amici spagnoli pietosamente rallentano e ci fanno sentire meno soli, in fondo nella corsa per lo sviluppo. Come si usa dire: “Mal comune, doppio disastro”.
Nel raffronto francese è interessante notare come l’azienda che ha l’offerta più costosa in Italia, per giunta essendone stranamente il leader di mercato, sia anche l’azienda che in Francia, da nuovo entrante, ha l’offerta più bassa.
Si potrebbe quasi pensare che l’ex monopolista Telecom Italia stia utilizzando i guadagni che realizza nel mercato italiano per finanziare una onerosa campagna promozionale in Francia (ilgià  infimo prezzo di Alice ADSL francese viene dimezzato per 4 mesi per i nuovi contratti).
Questo tipo di attività , se dimostrato, infrangerebbe oltre alle regole di libera concorrenza in Italia anche le regole del commercio internazionale.
In pratica si configurerebbe come una operazione di dumping.
In questo assolutamente ipotetico caso non dovrebbe causare sconcerto il silenziodel governo francese (solitamente interventista): infatti un governo che si vede finanziare lo sviluppo della diffusione di Internet tramite una tassa impropria pagata dai cittadini di un altro paese deve solo sperare che la situazioni continui immutata! Di fronte a questa situazione un lettore di Macity,Dario Riccioni, ha proposto e sottoscritto una petizione che richiede l’abbassamento delle tariffe ADSL in Italia.
Alle 17:30 del 16 Settembre la petizione ha oltre 17000 firmatari. Se non altro, questi numeri dimostrano un disagio diffuso.
Una soluzione rapida al problema dei costi delle connessioni ADSL italiane probabilmente non esiste. Il sottoscritto, nel suo piccolo, ha disdetto il proprio contratto di connessione ADSL ed è passato ad un concorrente, lievemente più economico. Senza risparmiare molto, ovviamente. Anzi perdendoci, visto che ilvecchio provider messo alle strette ha spudoratamente offerto un mese gratis di connessione.
Quindi il suggerimento per tutti i lettori che hanno a cuore questo problema è di andare subito a sottoscrivere la petizione e immediatamente dopo chiamare il proprio provider e minacciare di passare ad un altro operatore.

Auguri…