AMD dice basta al mito dei Megahertz

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Un sistema affidabile per misurare la velocità  dei processori. Lo chiede AMD che con la presentazione del primo processore della serie XP annuncia una iniziativa per l’elaborazione di benchmarks che prescindano dalla velocità  del clock

AMD ha annunciato ieri una nuova iniziativa che, se andrà  in porto, potrebbe rivoluzionare il modo con cui i consumatori percepiscono la velocità  di un processore. Secondo il secondo produttore di processori per computer al mondo, infatti, il metodo che viene comunemente utilizzato sia dagli OEM che dagli utenti per valutare le prestazioni, la velocità  in megahertz, è fuorviante perchè non dice tutto della velocità  che un processore è in grado di offrire. Di qui l’esigenza di allestire una serie di test attendibili e una serie di iniziative per stabilire in maniera oggettiva le prestazioni dei chip.
“True performance Intiative” (TPI), questo il suo nome, è stata annunciata per la prima volta nella giornata di oggi nel corso della presentazione dei processori della serie XP e verrà  promossa aggressivamente nei prossimi mesi con una serie di incontri e di meeting.
Secondo gli osservatori per AMD, che curiosamente ha lanciato questa rincorsa al “sempre più veloce” con il lancio del primo processore da 1 GHz, potrebbe essere molto difficile imporre la propria visione al mondo dei semiconduttori. Sforzi simili in passato si sono sempre dimostrati vani e non hanno portato a risultati apprezzabili nè tantomeno alla elaborazione di nuovi sistemi di benchmarks.
Ricordiamo che anche Apple, che usa processori PPC, da tempo sta cercando si sfatare quello che viene definito “il mito dei megahertz”. Al contrario Intel punta proprio su questo “mito” con tutte le sue forze rilasciando a getto continuo processori con velocità  di clock sempre più alta, anche se le loro prestazioni non aumentano che in maniera proporzionalmente assai più lenta di quanto non faccia la frequenza del clock.