AOL, IE e Netscape, vendette trasversali

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Che cosa farà  America On Line quando a dicembre scadrà  il suo contratto per l’uso di Internet Explorer nei suoi servizi on line? Continuerà  ad utilizzare il browser di Microsoft o passerà  a Netscape? Alla domanda non è facile rispondere, nonostante il fatto che Netscape sia ora di proprietà  di AOL non dovrebbe lasciare molti dubbi. Il maggior provider Internet al mondo, infatti, potrebbe essere indotto a fare una scelta diversa e continuare ad usare IE. Dietro ci sarebbero ragioni di opportunità  ma anche ragioni di carattere strategico nella partita che oppone Microsoft contro il resto del mondo, arbitro unico Thomas Penfield Jackson.

Alla base di ogni considerazione e di ogni decisione – fanno sapere ad AOL – ci sarà  il continuare ad avere la stessa promozione che il servizio ha avuto fino ad oggi dal desktop di Windows. “Se passando a Netscape perderemo questo privilegio – dicono ad America On Line – continueremo ad usare IE come browser di default. Non possiamo rinunciare ad avere questa opportunità .”. Un discorso che sembra filare liscio come l’olio e che ha una sua logica intrinseca: meglio perdere Netscape che perdere milioni di utenti.
Ma se ben si guarda, forse, si tratta anche di un sottile gioco che potrebbe consentire agli avvocati del Dipartimento di Giustizia nuove motivazioni per rafforzare l’accusa contro Microsoft. Quale miglior dimostrazione che il mondo è in balia di Microsoft che non vedere il più importante Internet Provider del mondo che offre in sacrificio un suo prodotto, pagato decine di milioni di dollari, pur di continuare ad avere un posto in Windows? Non potrebbe essere questa, anche per la Corte Suprema, la miglior dimostrazione che effettivamente è Microsoft può decidere della vita e della morte di tecnologie e di imprese frenando il progresso se lo ritenesse necessario per tutelare il proprio mercato?
Ma, d’altra parte, se AOL decidesse di mettere da parte paure e strategie e adottasse Netscape potrebbero essere ugualmente guai seri per Microsoft che vedrebbe svanire, almeno sul mercato americano, il suo vantaggio nei confronti del navigatore rivale. Al momento, infatti, la società  controllata da Bill Gates ha circa il 69,5% del mercato dei browser con il 28,6% di Netscape, un vantaggio enorme che però è dovuto in buona parte proprio ai milioni di abbonati a America On Line. Se AOL decidesse di cancellare IE dai propri installer la percentuale si rovescerebbe e a Netscape andrebbe il 65% del mercato contro il 35% di Internet Explorer.