AOL, primi esperimenti di abbandono di IE

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America On Line, il maggior Internet provider del mondo, sta per abbandonare Internet Explorer? Se lo chiedono in molti dopo che il colosso delle comunicazioni ha deciso di usare Netscape per la controllata Compuserve. Una partita dai risvolti complessi e dalle conseguenze molto pesanti.

La prima salva contro Internet Explorer è partita. A scagliare il colpo di cannone che forse potrebbe non fare gravi danni ma segnare l’inizio della battaglia è stata America On Line.
AOL, il maggior Internet provider del mondo, ha infatti lanciato una nuova versione della suite di connessione per Compuserve, un on line service controllato da qualche anno ormai, nel quale al posto del navigatore di Microsoft fa la sua comparsa per la prima volta Netscape.
La decisione di America On Line, nonostante fosse nell’aria da qualche tempo (da settimane si sapeva che una versione beta non conteneva IE ma Netscape) è destinata a fare rumore. Secondo molti osservatori si tratterebbe, infatti, del più chiaro segnale che il patto di non belligeranza tra il colosso, che controlla anche Time Warner, e Microsoft è terminato e che America On Line potrebbe abbandonare Internet Explorer anche per i servizi di AOL stessa oltre che per il relativamente piccolo mercato di Compuserve.
Le due società  per anni si sono in un tempo da una parte affrontate a volte anche a muso duro e dall’altra sviluppato accordi commerciali. Tra questi l’uso di IE per i servizi di America On Line a discapito di Netscape che pure AOL possiede al 100%. Proprio l’accordo tra AOL e Microsoft su IE ha consentito al navigatore di Redmond di conquistarsi una parte ingente di mercato aiutandolo ad imporre il suoi standard. Se davvero America On Line decidesse di abbandonare IE sarebbe molto più difficile per Microsoft dettare legge su Internet.
Al momento il dubbio maggiore nell’impiego di Netscape o di un navigatore basato su Gecko, l’engine di rendering frutto della campagna di open source aperta anni fa dalla stessa Netscape, resta fondato su argomenti di carattere di opportunità  politica e legale. Netscape ha infatti querelato Microsoft affermando che le azioni di esercizio illegale del monopolio dei produttori di Windows hanno portato al fallimento la società  e alla dismissione di fatto del suo browser. Se AOL dovesse usare Netscape Microsoft potrebbe facilmente dimostrare che non esiste un reale potere monopolistico in questo campo e che le accuse che le vengono rivolte sono infondate.