A caccia di segreti con Google

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Lavorando comodamente dalla barra degli indirizzi di Safari e di OmniWeb oppure dalle pagine del motore di ricerca, è nato un mondo di appassionati cercatori di segreti che sfruttano Google per trovare i segreti custoditi dalla rete

Secondo il Washington Post, c’è un’intera subcultura che si sta sviluppando intorno al più popolare motore di ricerca di Internet.

Inutile interrogarsi sui motivi del successo di Google, se sia la bontà  degli algoritmi che esplorano la rete indicizzando le pagine web, se sia l’interfaccia minimalista, la sintassi di interrogazione potente, i banner che cambiano a seconda delle stagioni e delle ricorrenze, quel non-so-che inspiegabile ma motivo di successo.

Però, il fenomeno del motore di ricerca che è diventato anche un verbo in inglese (per indicare l’attività  del sondare la rete alla ricerca di informazioni) adesso non conosce veramente più limiti.

Utilizzando “hacks” possibili dalle sempre più sofisticate funzioni di interrogazione del motore, infatti, è possibile anche effettuare operazioni meno ovvie di quanto non si potrebbe pensare. Non solo verificare chi e quando ha linkato il nostro blog, oppure quale data corrisponda nel calendario klingon o in quello della data stellare al giorno odierno. E’ possibile anche sfruttare la cache che registra istantanee dei siti per trovare documenti rimossi da tempo oppure “pescare” documenti da siti non accessibili al pubblico e non linkati da nessuna parte.

In questo modo c’è chi ha tirato fuori da internet le liste dei sospettati di Al Qaeda, oppure i 26mila nomi dei massoni italiani raccolti a suo tempo dalla commissione parlamentare che indagava sulla loggia massonica P2. Google si sta trasformando a tal punto da creare una cultura di devoti al suo fascino e al suo culto. E non mancano neanche i libri dedicati, tema sul quale torneremo nelle prossime settimane.