Accordo tra etichette discografiche ed Apple per la musica in streaming

di |
logomacitynet696wide

Apple sta ancora lavorando ai servizi cloud basati sulla tecnologia acquisita da Lala.com che permetterà di salvare intere raccolte musicali online, mentre Google e Spotify pianificano le proprie mosse. Secondo il Financial Times non occorrerà attendere molto per poter assistere alla prossima rivoluzione nel settore della musica digitale in cui Apple giocherà ancora una volta un ruolo di primo piano.

C’è l’accordo tra Apple e le case discografiche sulla musica in streaming. A dire di un patto che porterà Cupertino ad entrare in un nuovo mondo, quello della musica “on the could” che Cupertino potrebbe essere interessata ad includere in una nuova suite di servizi on line, è il Financial Times che cita fonti informate sui fatti. Secondo il quotidiano finanziario Apple sta ancora lavorando sulle tecnologie cloud basabdosi sulle tecnologie di Lala.com, società acquistata da Cupertino circa un anno fa ma l’ostacolo contrattuale sembra essere stato superato. L’entrata in funzione del mastodontico data center in North Carolina previsto per questa primavera farà il resto.

Ma se Apple continua con le proprie strategie i concorrenti più gettonati non stanno a guardare. Il Financial Times capta le voci degli addetti ai lavori che fotografano anche le iniziative di Google e di Spotify. Stando ai rumors il colosso delle ricerche Google intende lanciare il proprio negozio di musica digitale al più presto, forse già a marzo anche se il gigante dei motori di ricerca deve ancora firmare tutti gli accordi necessari con le case discografiche per poter poi procedere con l’operazione. Google, sempre secondo le voci che provengono dagli addetti ai lavori ha in programma di abbinare al proprio store musicale anche un servizio cloud per lo storage cloud delle raccolte degli utenti.

L’europea Spotify sarebbe già in fase di trattative avanzate per lanciare il servizio di abbonamento per la musica privo di limiti anche negli USA. Diverse società di investimento sembrerebbero interessate nel finanziare Spotify il cui valore stimato potrebbe raggiungere 1miliardo di dollari: tra i nomi riportati dagli investitori interessati ricordiamo Kleiner Perkins Caufield & Byers e la russa Digital Sky Technologies, società di investimenti già finanziatrice di Spotify e anche di Facebook. Gli addetti ai lavori interpellati dal Financial Times sostengono che EMI e Sony hanno già firmato accordi per rendere possibile il nuovo servizio di abbonamento in USA con Spotify e, i rumors prevedono, potrebbero presto essere raggiunte anche da Universal e Warner Music. Il lancio del servizio Oltreoceano potrebber arrivare già in estate.

Lo scenario che emerge anticipa una vera rivoluzione in cui Apple ricoprirà ancora una volta un ruolo da protagonista ma in uno scenario in cui non sarà l’unico grande a muoversi. Lo spostamento verso il cloud e la proposta di nuovi servizi alternativi come l’abbonamento illimitato alla Spotify sono le nuove strategie che le case discografiche e le etichette stanno cercando di formalizzare con i grandi dell’IT per controbilanciare e reagire al troppo stretto vincolo che esse hanno con Apple attraverso iTunes, unico negozio di musica digitale di successo su scala planetaria. All’apparire di una nuova opportunità, quella della musica passata da un server e custodita remotamente, le etichette non vogliono farsi sfuggire l’occasione di costruire uno scenario maggiormente competitivo.