Addio al Papa del nuovo millennio

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Con la scomparsa di Giovanni Paolo II ci lascia non solo una delle figure più gigantesche della storia del XX secolo, ma anche il primo Papa dell’era di Internet. Tra uso della rete per la diffusione del messaggio cristiano e il progresso come strumento per interrogare la coscienza degli uomini, a tutti resta una difficile e stimolante eredità: usare i nuovi media e la tecnologia per il progresso e la solidarietà.

àˆ difficile dire qualche cosa di più di quanto non sia stato già  detto e scritto su Giovanni Paolo II. Prima, durante e dopo la morte, decine di migliaia di articoli di giornale, immagini, servizi televisivi, parole di opinionisti, politici, giornalisti, fanno correre serio rischi di scrivere ovvietà  e apparire scontata ogni affermazione.

Ma d’altra parte anche un sito come il nostro, che ha un orientamento d’informazione diverso da quello generalista, peccherebbe di superficialità  se facesse mancare la sua voce in queste ore che fanno seguito alla scomparsa di un figura tra le più imponenti e influenti del XX secolo. Il pensiero del Papa ha modificato la vita di ciascuno incidendo in maniera sostanziale anche sull’approccio alla tecnologia.

Giovanni Paolo II abbracciò in maniera convinta i nuovi media, e in maniera particolare Internet usata come potente strumento d’informazione e di formazione. Non solo il sito del Vaticano poggia su una delle infrastrutture più moderne, ma Karol Wojtyla fu anche il primo papa ad avere un indirizzo di posta elettronica. Tra i documenti di maggior spessore si deve ricordare il Messaggio per la 36ª giornata mondiale delle comunicazioni sociali il cui sottotitolo era, molto eloquentemente, “Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo”. Secondo il Papa la rete “può offrire magnifiche opportunità  di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze” e “può anche facilitare il tipo di procedimento che l’evangelizzazione richiede”.

Di questa attenzione per i nuovi media una testimonianza concreta è il John Paul II Cultural Center di Washington, un avanzato centro multimediale, sostenuto da una fondazione privata, dedicato alla fede e alla cultura cattolica nel nuovo millenio e inaugurato nel marzo del 2001 con la presenza del presidente Bush.

I messaggi e le parole del Papa hanno anche viaggiato via SMS e WAP. Nel 2003 Acotel e Tim avevano lanciato un servizio che permetteva di accedere ai bollettini della sala stampa della Santa Sede. Giovanni Paolo II era anche presente in un servizio SMS; alcune frasi e pensieri tratti da omelie e documenti, venivano spediti, sempre grazie ad un accordo tra Acotel, la Santa Sede e Tim, a cadenza quotidiana

Anche la lunga e dolorosa agonia e prima ancora la sofferenza che ha segnato gli ultimi anni di vita del pontefice, sono state supportate da una enorme esposizione mediatica che ha avuto Internet come fulcro dell’informazione. Basti pensare al vero e proprio assalto al sito Vatican.va, costretto a sospendere il servizio per le troppe richieste d’accesso nel momento in cui era stato annunciato l’aggravamento delle condizioni di salute di Giovanni Paolo II. Lo stesso annuncio della morte è passato da un lancio di SMS e e-mail inviati dalla sala stampa vaticana a giornalisti, giornali, stazioni TV e Radio che hanno appreso della fine della sua vita terrena prima dei fedeli presenti in piazza San Pietro.

La testimonianza di un Papa che ha saputo essere così sensibile e usare così bene i nuovi media propone a tutti noi una sfida importante e ci lascia un’eredità  in un tempo difficile e stimolante: usare Internet e le possibilità  che ci offre l’evoluzione delle tecnologie per sostenere giustizia e solidarietà  come ha saputo fare Giovanni Paolo II, un uomo che, comunque la si pensi, ha saputo interrogare la coscienza e il cuore degli uomini, di tutti gli uomini, come pochi altri prima lui sono stati capaci di fare.