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Adobe: quasi tutto quel che si fa con Flash si fa con gli standard Web

di | 4/7/2012

Il senior director Adobe per l’authoring e la piattaforma web ha dichiarato che le nuove tecnologie web hanno ormai pareggiato il dislivello con Flash ed esse permettono di realizzare l’80% di quello che è possibile fare con il Flash player. Adobe cambia direzione e spinge l’acceleratore verso tecnologie post-Flash (HTML5/CSS3/JavaScript) e sembra dare ragione alle riflessioni di Steve Jobs che due anni fa sosteneva posizioni molto simili.

Flash è superato. Parola di Adobe. Le dichirazioni di Arno Gourdol, senior director Adobe per l’authoring e la piattaforma web, non sono proprio di questo tono, ma certo sentire il manager dell’azienda di San Josè dire durante Google I/O «che le nuove tecnologie web hanno ormai pareggiato il dislivello con Flash ed esse permettono di realizzare l’80% di quello che è possibile fare con il Flash player» fa davvero un certo effetto e sembra suonare se non come una campana a morto per la tecnologia per il multimedia su Internet, almeno come l’ammissione esplicita di una malattia potenzialmente molto grave, forse letale

Le dichiarazioni di Gourdol (che  in passato ha lavorato anche per Apple come parte dell’User Interface team che ha implementato Aqua e l’interfaccia di OS X, ed è un contributor del progetto WebKit) arrivano a margine di una lunga serie di eventi che hanno generato fortissimi venti contrari alla rotta di Flash. L’ultima  più impetuosa di queste correnti è solo di pochi giorni fa, quando al termine di un tormentato processo per tentare di portare la tecnologia Flash su tablet e smartphone, Adobe ha definitivamente annunciato il suo addio al piano, intraprendendo un nuovo corso e appoggiando incondizionatamente le nuove tecnologie web.

Ora Adobe punta su Muse e Edge, strumenti post-Flash (basati su HTML5/CSS3/JavaScript) con i quali affrontare problematiche come la risoluzione di dispositivi quali iPhone, iPad e i nuovi MacBook Pro con display Retina. “Non è solo una questione di risoluzione” dice Gourdol, “limitazioni nella larghezza di banda richiedono più tempo per il caricamento”. Una possibile soluzione è l’utilizzo della tecnologia Scalable Vector Graphics (SVG), in grado di visualizzare oggetti vettoriali e gestire immagini scalabili dimensionalmente (adattandosi ad esempio al display di dispositivi Android o al Retina dei dispositivi Apple) ma non adatta all’uso d’immagini fotografiche. Altro problema da risolvere è WebGL, l’interfaccia di programmazione per la gestione della grafica 3D supportate da Mozilla, Google, Opera, Apple (“molto coinvolta”) criticata da Microsoft per problemi di sicurezza. Gourdol è a ogni modo ottimista ed è convinto che Microsoft supporterà WebGL permettendo la realizzazione di un web “molto espressivo” e la realizzazione di “giochi di alta qualità”. 

È inutile ricordare che tra i più fieri oppositori di Flash in particolare su piattaforma mobile c’è sempre stata Apple. Cupertino ha strenuamente rifiutato di adottare la tecnologia su iOS, arrivando a lanciare, per iniziativa di Jobs, una lettera aperta con la quale spiegava la sua scelta e lanciava accuse su ogni piano: tecnico, funzionale e strategico, all’indirizzo di Flash, prospettando un domani in cui i nuovi standard avrebbero reso del tutto obsoleto il prodotto di Adobe. Ora pare che anche Adobe stessa non sia molto lontana dal fare sua almeno questa tesi finale.

[A cura di Mauro Notarianni]