“Altro che hackers, sono i Man in Black”

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I responsabili degli assalti ai siti Internet sono ben noti al Governo Federale, visto che sono agenti del Governo stesso. C’era da aspettarselo. Quando negli USA succede qualche cosa di inusuale e che coinvolge l’immaginario collettivo torna a fare capolino la teoria cospirazionista che mette il centri del potere di Washington al centro di ogni malefatta, comprese le alluvioni, i temporali e i tornados (è convinzione comune dei cospirazionisti che la CIA controlli i meccanismi del clima).

A rilanciare l’ipotesi che ci siano l’FBI e la CIA dietro al DOS attack dei giorni scorsi è l’avvocato Jim Warren che ha letteramente inondato molte liste di discussione private citando “inconfutabili prove” sul fatto che è l’amministrazione Clinton a mestare nel torbido. L’obbiettivo sarebbe suscitare allarme per stringere le già  soffocanti maglie del potere che gravano sul popolo americano.
Non a caso, sostiene l’avvocato, noto negli USA per altre sparate del genere, nei giorni scorsi Clinton ha destinato 240 milioni di dollari per migliorare le strutture che devono far rispettare la legge. “Qualche giorno hanno cominciato a manifestarsi in tutti gli Stati Uniti strani problemi sulle reti dei computers e devastanti collassi nei sistemi telefonici in alcuni distretti americani. Chi ha i computers più potenti? Chi ha i migliori esperti in fatto di telefonia. E’ una pazzia pensare che sia l’amministrazione Clinton si dedichi ad atti di cybercrimine? Forse è vero, ma si pensava la stessa cosa quando qualcuno disse che Nixon spiava i suoi avversari politici registrandone le conversazioni”.
La prova che i “Men in Black” stiano dietro ai guai di Internet sarebbe nel fatto che molti siti colpiti dal DOS Attack sono stati contattati dall’FBI prima di subire l’attacco. E a rincarare la dose ci pensa il periodico 2600, una delle riviste preferite dagli hackers che aggiunge che gli attacchi sono stati opera della cosidetta “Corporate America” per gettare fango sulla “categoria”.