Amiga rinasce con un cuore PPC

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Dopo tanti annunci la rinascita di Amiga pare ora un fatto concreto. Una società  Inglese ha iniziato a distribuire schede madri che riporteranno in vita la gloriosa piattaforma. Anche oggi come un tempo parente del mondo Mac

Amiga é una piattaforma che, nonostante le innumerevoli traversie passate (fallimenti, vari cambio di proprietà ‘, dichiarazioni ritirate e promesse mai mantenute eccetera eccetera), e nonostante di fatto abbia interrotto lo sviluppo da anni, mantiene una base di utenti entusiasti e fedeli (ricordiamo che Amiga é stato assieme al Mac uno dei computer davvero rivoluzionari per la sua epoca) che attendono fiduciosi il giorno della rinascita.

Forse anche fondando le speranze su questa base di utenti fedelissimi, periodicamente, spuntano sulla rete informazioni in base alle quali qualcuno, da qualche parte del globo, ne annuncia la rinascita.

Uno di questi annunci è arrivato qualche giorno fa. A lanciarlo, Eyetech che però ha corredato la notizia con un passo molto concreto la distribuzione agli sviluppatori delle prime schede AmigaOneG3-SE, uguali in tutto e per tutto, eccetto la ROM di boot, a quelle che saranno destinate agli utenti.

Se l’Amiga originale era basato sui processori 68x di Motorola, gli stessi dei Mac, il nuovo Amiga ha scelto PPC, proprio come i Mac attuali, e la scheda sarà  basata su un G3 a 600Mhz G3, con ethernet 10/100, USB, interfaccia PCI/AGP e slot per SDRAM fino a 2GB.

Gli utenti potranno mettere le mani sulla nuova macchina solo quando sarà  disponibile la versione 4 dell’Amiga OS (OS4).

Potrebbe essere una notizia interessante fino ad un certo punto per gli utenti Mac, se nel comunicato ufficiale di Eyetech ad un certo punto non si dicesse che AmigaOneG3 é una macchina entry level, e che per AmigaOne-XE, il top di gamma, verra’ utilizzata una socket-processore che facilitera’ gli upgrade, mutuato da quello che usa Apple, in modo da poter montare processori G3, G4, dual G4 e G5.

Si prosegue dicendo che attualmente le CPU G4 sono molto care perché scarse, visto che Apple ne assorbe praticamente tutta la produzione, ma che le cose dovrebbero cambiare nel momento in cui inizieranno a comparire i G5, su cui proprio Apple si butterebbe.

Nel comunicato non ci sono date, ma il tono sembra non posizionare l’evento G5, che fino ad oggi era stato sempre solo sussurrato, non troppo avanti nel tempo.
[A cura di Marco Centofanti]