Anche l’Europa contro Microsoft

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L’assoluzione in USA potrebbe non significare la fine delle pene per Microsoft. Il processso, infatti, continuerebbe in Europa, parola di Mario Monti

L’indagine in corso in Europa su Microsoft è legata a doppio filo al processo USA. Se l’alta corte o la corte d’appello confermeranno la condanna inflitta dal giudice Jackson anche la commissione d’inchiesta del nostro parlamento potrebbe considerare sufficientemente garantiti i consumatori e i concorrenti del vecchio continente, ma se arriverà  un’assoluzione l’indagine continuerà  e verrà  istruito un processo.A fornire garanzie in questo senso è stato Mario Monti commissario UE per la libera concorrenza, in visita in questi giorni a Washington. Vengono quindi sgomberati i dubbi di chi pensava che l’indagine su Microsoft si fosse arenata o quelli di chi pensava che un’assoluzione della società  di Redmond in USA avrebbe significato conseguentemente la chiusura del caso in Europa. “Al contrario – ha detto Monti – noi indagheremo ulteriormente se arriverà  un’assoluzione dalle corti americane. Anzi il processo subirà  un’accelerazione per verificare se sia necessario o meno imporre restrizioni alle pratiche d’affari di Microsoft in Europa”.L’UE potrebbe essere costretta a prendere in seria considerazione l’ipotesi se, come paventa qualcuno, l’arrivo sulla poltrona presidenziale di George W. Bush farà  da presupposto ad un allentamento della morsa del DOJ su Microsoft. Alcuni osservatori suggeriscono che un processo istruito in Europa potrebbe anche essere più dannoso per Microsoft visto che la commissione d’indagine sta concentrando la sua attenzione su Windows 2000 che per il futuro diverrà  un prodotto sempre più strategico per Redmond. Il sospetto è che con il rilascio di Win2000 siano state lanciate pratiche monopolistiche e anticoncorrenziali su molti prodotti server che finirebbero per impedire lo sviluppo del libero mercato nel settore Internet