Anche un Packard dice no all’accordo HP-Compaq

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Oltre alla famiglia Hewlett almeno un membro della famiglia Packard si dichiara contrario alla fusione di HP con Compaq. “Troppi licenziamenti”, dice alla stampa. L’accordo ora è a rischio, almeno nella forma prevista originariamente.

L’accordo di fusione con Compaq non lascia perplessa solo la famiglia Hewlett. Anche David Packard, rappresentante dalla seconda grande famiglia che ha portato alla creazione della HP (Hewlett-Packard, appunto) giudica negativamente la fusione. A questo punto, secondo la maggior parte degli esperti, l’accordo potrebbe svanire nel nulla se infatti le opinioni di David Packard fossero supportata anche dalla Packard Foundation (di cui David non fa parte) diventerebbe molto difficile concludere positivamente la fusione. Hewlett possiede l’8% della società ; la fondazione Packard oltre il 10% e mentre la prima ha già , espresso parere negativo la fondazione parrebbe orientata anch’essa per il no.
Secondo alcuni articoli di giornale comparsi nelle ultime ore suppongono che il consiglio di amministrazione di HP possa passare a qualche manovra di contenimento dell’opposizione. Ad esempio separando, prima della fusione, il business dei PC dal resto delle attività  dell’azienda.
David Packard ha motivato la sua opposizione con i massicci licenziamenti che deriverebbero dall’accordo stimati in 15.000 unità . “Il nostro spirito – ha detto Packard – è sempre stato quello di preservare il posto di lavoro dei nostri dipendenti”.