Andreessen e la guerra dei Browser

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Marc Andreessen, che nel 1994 era in Netscape, l’azienda che ha portato i Browser sulle scrivanie di tutti gli utenti di computer, ha detto la sua sulla possibile ripresa della cosiddetta “guerra dei browser”.

Andreessen la sua guerra l’ha già  combattuta e persa, se è vero che oggi Internet Explorer di Microsoft ha circa il 93% del mercato, ed infatti,
pochi anni dopo l’acquisizione d Netscape da parte di America Online, ha deposto le armi e oggi ha una società  (Loudcloud Inc.) che fornisce web service.

La guerra è finita, ed è ormai talmente lontana che Loudcloud è oggi un partner di MS, ma qualcuno, unendo diverse notizie (il termine dell’accordo di AOL con MS che prevedeva l’uso di IE per i suoi servizi internet, l’uscita della versione 7 di Netscape e il fatto che AOL sta testando Netscape per i servizi di CompuServe), ne ha ipotizzato la possibile ripresa.

Ma Andreessen liquida il tutto dicendo che semplicemente AOL sta preparandosi una possibilità  alternativa, nel caso in cui non potesse piu’ usare IE. Una sorta di “piano B”, insomma.
E ancora, rivela che al momento della acquisizione, l’idea era quella di
forzare la mano a MS (qualcosa del tipo: “abbiamo Netscape, vorremmo usare IE, ma se non ci date visibilità  useremo il nostro browser e in un attimo gli raddoppieremo la quota di mercato”), ma in realtà  a nessuno in AOL interessavano le quote di mercato dei browser.

Dove invece Andreessen ritiene che la partita sia ancora da giocare è nel mercato dei nuovi device, in particolare quelli mobili come i cellulari.
Qui, sostiene, “la metafora del browser non funziona piu’, occorre inventarne di nuove, cosi’ come nuovi client, nuove interfacce, ma adatte al dispositivo”.

Per finire, Andreessen non pensa che l’essere open source sia un gran vantaggio per un browser, ed ha parole amare riguardo il passato: “altre cose sono importanti. Essere incorporati in un sistema operativo lo è. Quando competi con qualcosa che è promosso da un monopolio ed è gratuito, buona fortuna per la competizione, buon divertimento.
La mia idea è che tutti dovrebbero provare a competere con Microsoft una volta nella vita.
Una sola volta.”

[A cura di Marco Centofanti]