Andy, il Frankenstein del G5

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Un ragazzino americano è destinato a passare alla storia dell’informatica come il primo “dottore pazzo” del Mac. Leggete a vostro rischio e pericolo, se ne avete il coraggio, questa storia splatter e di orrore ambientata nella buia provincia statunitense

Non bisogna mai dimenticare che a questo mondo esistono anche i pazzi scatenati. Come quello della storia apparso su Overclockers, un sito statunitense in cui si narrano le vicende di chi ha fatto del bricolage con il proprio computer. Sito fino ad oggi prevalentemente dedito a storie di utenti Pc in cerca di nuove e più potenti ventole per raffreddare i loro Pc-monster. Ma adesso pare che si sia toccato l’impensabile.

Scrive infatti il giovane lettore Andy: “Per Natale ho ricevuto uno dei nuovi G5 desktop di Apple. Mi sono subito innamorato dello chassis, ma non sono un utente Mac. Quindi ho tirato fuori tutta l’elettronica, tagliato parzialmente il lato posteriore per poter inserire una motherboard da Pc e ha installato una scheda per Athlon”.

L’autore, che potrebbe passare alla storia come il primo “stupratore cybernetico”, mostra anche le foto del “prima” e “dopo” l’operazione degna di un Frankenstein postmoderno. Con qualche ridicolo (o tragico) problema: le sette ventole gestite via software per garantire al meglio il passaggio dell’aria attraverso i comparti separati del G5 sono, secondo Andy, “non utilizzabili perché penso che Apple abbia usato componenti custom”. Un peccato, perché le ha buttate via insieme alle altre componenti elettroniche originali. Andy non risparmia ai lettori neanche l’immagine ravvicinata di uno dei fan a tre pale decapitati, con i quattro fili staccati, poggiato su di un barattolo vuoto per avere il favore dell’obiettivo, come una testa mozzata.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere il perché di tanto accanimento contro un computer non solo molto potente, ma anche particolarmente costoso. Qui arriva la spiegazione che è, forse, ancora più incredibile dell’atto stesso: “Non fraintendetemi, sono sicuro che il G5 sia un gran computer, ma io volevo un Dell per Natale. Non ho nessun software per i computer di Apple e non ne sento il bisogno. Ho pensato di rivenderlo, ma i miei genitori si sarebbero arrabbiati con me. Alla fine, è stato un regalo particolarmente costoso e per loro darmelo ha significato molto”.

La soluzione, quindi, è quella dell’espianto. Della mutilazione. Andy non ci risparmia nessun particolare dell’operazione e, sfruttando inconsapevolmente gli strumenti retorici degli scrittori di romanzi horror, arriva anche a suggerire quali alternative (peggiori?) si potevano porre per ciascuna scelta. Segare il dietro dello chassis di alluminio anodizzato per ficcare la scheda madre Extralarge vicino alle uscite Pci, etc.

Oltre al danno, anche la duplice beffa. Da un lato, l’uso della macchina Athlon (di prestazioni estremamente più modeste di quella originale di Apple) che è limitato a “navigare su Internet, rippare qualche cd e scaricare film”, dall’altro la scelta del tutto priva di gusto di installare due luci al neon verdi dentro lo chassis di alluminio anodizzato (cavoli a merenda, letteralmente) per stupire gli amici che vengono in pellegrinaggio a vedere l’obbrorio.

Scusate, ma anche il cronista più duro si deve fermare, piegato dall’emozione e da un sussulto di orrore. Il triste destino di quel giocattolo regalato a un bambino viziato non potrà  diventare mai una fiaba della Disney e adesso la scheda madre progettata dagli ingegneri di Cupertino probabilmente giace tra la polvere e altri giocattoli rotti o decapitati di una buia soffitta. Oppure, come racconta Andy, tra le mani di qualche suo amico che vuol provare qualche altro, insano innesto. Smettiamo adesso, perché certo si sarà  capito che per questa storia purtroppo non c’è lieto fine.

Mac con dentro PC