Apple accusata in Cina di vendere iPhone ricondizionati per nuovi

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Un noto difensore dei diritti dei consumatori cinesi accusa l’Apple Store cinese di aver venduto ad almeno sei persone alcuni iPhone 4 ricondizionati come nuovi. Un rappresentate della società replica con sdegno: «Impossibile»

Apple in Cina ha venduto iPhone 4 ricondizionati spacciandoli per nuovi? L’accusa, menzionata da Appleinsider, parte da un’associazione di consumatori cinesi che ha intrapreso due azioni legali nei confronti di Apple a seguito della segnalazione di alcuni clienti che hanno acquistato degli iPhone 4 nell’Apple Store di Pechino scoprendo in seguito che la garanzia su questi prodotti era valida meno di un anno, poiché per il negozio si trattava di prodotti ricondizionati.

Wang Hai, noto in Cina per le sue crociate contro le merci contraffatte, accusa Apple menzionando il locale “Consumer Protection Act”, serie di normative per la tutela dei consumatori. Secondo quanto riporta Global Times, ad almeno sei clienti è stata riconosciuta una garanzia inferiore a un anno, restituendo ai proprietari i dispositivi e rifiutando gli interventi in garanzia poiché, presumibilmente, si trattava di dispositivi ricondizionati (su questi prodotti la garanzia è inferiore a un anno) e non nuovi. Wang ha documentato il caso di due clienti che hanno acquistato gli iPhone 4 presso lo Xidan Joy City Apple Store di Pechino il 9 luglio: quando gli utenti hanno cercato di registrare gli smartphone sul sito Apple, hanno scoperto che il termine della garanzia era indicata rispettivamente in gennaio e aprile del prossimo anno. Ad alcuni utenti sarebbero stati offerti nuovi iPhone per risolvere il problema; altri ancora affermano che lo staff dello store avrebbe cercato di ingannarli, cercando di vendere loro un’estensione di garanzia.  “E’ impossibile per Apple vendere cellulari ricondizionati al posto dei nuovi” afferma un impiegato dell’Apple Store cinese, rifiutando di fornire altri dettagli. L’ufficio cinese per le pubbliche relazioni di Apple non ha ancora ufficialmente commentato la notizia.

Nel frattempo i querelanti chiedono un compenso pari al doppio di quanto speso, più le spese legali e le scuse ufficiali. La China Consumers Association sta nel frattempo lavorando sui casi. Secondo un rapporto reso noto di recente, alcuni negozianti cinesi vendono iPhone di seconda mano come nuovi; i dipendenti di alcuni negozi “indipendenti” rimpiazzerebbero alcune parti, luciderebbero per bene i prodotti, rivendendoli come se fossero nuovi, ma se questo è davvero accaduto in un Apple Store saremmo di fronte ad un caso ben diverso per situazione e gravità.

Ricordiamo che recentemente in Cina sono stati chiusi alcuni Apple Store fasulli: le autorità della provincia dello Yunnan hanno imposto la chiusura non tanto per i marchi, arredo e persiono specialisti “tarocchi”,  ma solo perché le due le attività operavano completamente sprovviste di qualsiasi licenza. 

[A cura di Mauro Notarianni]