Apple gestisce internamente i servizi basati sulla localizzazione

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Dal mese di aprile Apple gestisce internamente i database per la localizzazione dei propri dispositivi mobile: il passaggio è avvenuto con iPhone 3.2 e segna l’inizio di un ulteriore distacco di Cupertino da Google e anche da Skyhook. La Mela sempre più impegnata sul versante mappe/GPS e localizzazione anche per supportare iAd.

A partire dal mese di aprile Apple non ricorre più ai database di Google e Skyhook per fornire i servizi di localizzazione ma conta sui propri database interni. Il fondamentale passaggio è avvenuto, come spesso accade nel caso di Apple, in maniera del tutto silenziosa e senza alcun comunicato. Il dettaglio non trascurabile è però descritto in una lettera di Apple inviata in risposta alle domande di due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti circa le politiche sulla privacy e sulla riservatezza dei dati degli utenti.

Il documento firmato da Bruce Sewell, consigliere legale generale di Apple è stato esaminato il 20 luglio e in pratica descrive in modo dettagliato come Apple raccoglie, tratta e conserva le informazioni degli utenti, sempre in modo che non sia possibile risalire in alcun modo al dispositivo o all’utente. Solo nelle ultime ore però nella stessa lettera sono state individuate le frasi che riportano del grande cambiamento avvenuto in aprile per quanto riguarda i servizi di localizzazione, scoperta realizzata da TechCrunch alla pagina 5 del documento:

“Per i dispositivi che funzionano con iPhone OS dalle versione 1.1.3 fino alla 3.1 Apple ha utilizzato (e ancora utilizza) database gestiti da Google e Skyhook Wireless per fornire servizi basati sulla localizzazione” mentre l’introduzione di server propri è contenuto nella frase successiva: “A partire da iPhone OS 3.2 rilasciato in aprile 2010 Apple utilizza database propri per fornire servizi basati sulla localizzazione e per scopi diagnostici”.

Il momento esatto del cambio di testimone è avvenuto così con il rilascio di iPhone OS 3.2: a partire da questa release e per tutte le versioni successive, quindi iOS 4 e quelle che verranno, i servizi di localizzazione sono gestiti internamente da Cupertino. Utilizzando database propri Apple non è più costretta a riversare all’esterno, e anche a società potenzialmente concorrenti, informazioni sempre più preziose circa la posizione dei dispositivi mobile iOS e la localizzazione geografica e dei propri utenti.

Cupertino è sempre più impegnata e attiva nel potenziare i servizi basati sulla localizzazione e il proprio know how in questo settore. Ricordiamo che due delle ultime acquisizioni effettuate da Apple riguardano mappe e localizzazione: Poly9 specializzata nel creare rappresentazioni del globo in 3D direttamente nel browser e anche Placebase specializzata in mappe online. La localizzazione e i servizi connessi sono considerati da tempo il settore emergente e il prossimo grande boom legato agli smartphone. Cupertino si sta attrezzando per arrivare pronta allo scontro con gli altri colossi ed è molto probabile che i servizi e le strutture in questo campo verrano impiegati dalla Mela anche in altri campi. Oltre alla piattaforma iAd per distribuire pubblicità localizzata, magari successivamente con nuove funzioni integrate in Mac OS o nei software a corredo dei Mac, o chissà per quale altra novità geniale che verrà partorita a Cupertino.