Apple ‘€œMarketer of the year”: ingredienti di un successo

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Apple è stato nominata da Marketing Daily il ‘€œMarketer of the year’€, cioè la miglior società  dell’anno per ciò che riguarda ogni aspetto coinvolto nei risultati di mercato, dal marketing ai profitti. Un’ulteriore conferma dell’ottima forma di cui gode la società  di Cupertino.

Secondo Marketing Daily, divisione del sito MediaPostPublications, Apple possiede tutte le caratteristiche necessarie ad una società  che insegue il successo nel campo dell’intrattenimento digitale: tecnologia innovativa ma ‘€œconsumer-friendly’€, design sopraffino, e una ben definita ed efficace strategia di mercato. ‘€œScontato’€, commenteranno alcuni: basta osservare l’anno appena trascorso per rendersi conto di quanto Apple abbia macinato successi uno dopo l’altro.

Le cifre, innanzitutto: le vendite negli store online sono salite del 39%, fino a 19,3 miliardi di dollari, mentre i profitti sono saliti del 49%, vicino ai 2 miliardi di dollari. Senza contare i successi finanziari, che hanno portato il titolo a toccare i suoi massimi storici. Nemmeno gli ultimi problemi legati alle irregolarità  fiscali hanno scalfito la fiducia degli azionisti, mantenendo le quotazioni su livelli elevati e consolidando le aspettative degli analisti.

Stessa cosa per numeri e fatti più concreti: 5,3 milioni di Mac spediti nell’ultimo anno a cui vanno aggiunti 39 milioni di iPod. Cifre che non uscite dal cilindro di un prestigiatore, ma sono il frutto di una serie di scelte vincenti e oculate.

Tecnologiche, in primo luogo, come il passaggio ad Intel, che ha portato ad un incremento di performance e possibilità , senza però stravolgere la filosofia Mac, lasciando intatto il design e lo stile di un prodotto che ormai ha il suo marchio di fabbrica. Tutto ciò in un mercato in cui Apple resta ancora un brand di nicchia, ben lontano dall’avvicinarsi (sul lato dei computer) alle notevoli cifre di HP o Dell (rispettivamente detentori del 23% e 32% della quota del mercato di computer USA), ma abbastanza da poter insediare il 6,4% del terzo classificato Gateway.

Forse potrebbe profilarsi finalmente un’uscita da quella nicchia dalla quale Apple non riuscì più ad allontanarsi dopo gli anni ’80. Magari grazie all’iPod, ‘€œcavallo di troia’€ che potrebbe aiutare la Mela ad occupare molte più scrivanie di quante ne occupi ora. 68 milioni di iPod venduti per 14 miliardi di dollari di ricavato hanno portato l’iPod a conquistare il 75% delle tasche degli acquirenti di lettori mp3.

Apple non ha certo inventato il lettore mp3, ma è stata la prima a saperlo piazzare sul mercato, ad offrirlo come un prodotto appetitoso e desiderabile, con una campagna pubblicitaria martellante e convincente, unita ad uno stile unico ma sempre rinnovato. Pensiamo solo al restyling subito da modelli relativamente giovani come lo shuffle o il nano; o alla continua evoluzione dell’iPod classico. E’ sempre lui, è sempre un iPod, ma ogni volta è sempre diverso.

O forse grazie ad una campagna pubblicitaria originale ed azzeccata, come l’ultima, riuscitissima serie di spot ‘€œGet a Mac’€. Pubblicità  non incentrate su Mhz, bit, memoria o altre cifre astruse, ma spot che rispecchiano la filosofia Mac, fatta di stile, semplicità , innovazione, ironia e funzionalità . Emergono le tipiche caratteristiche di un Mac, un computer che non assomiglia a nessun altro PC, a partire dal sistema operativo, fino al packaging. Pubblicità  che insegnano a non prendersi troppo sul serio. Questo ha fatto sì che la campagna ‘€œGet a Mac’€ ottenesse il premio come miglior spot dell’anno e venga oggi considerata come una delle più azzeccate dopo il famoso spot del 1984.

Oppure si dovrebbe ringraziare Steve Jobs e le sue capacità  di creare aspettative, di innovare i settori più impensabili o forgiare dal nulla nuove opportunità  di successo. Come l’idea di legare iPod e iTunes inesorabilmente, raggiungendo così cifre da capogiro: dal lancio di iTunes, 1,5 miliardi di brani scaricati a cui si sommano dieci milioni fra film e tv shows. Oppure le aspettative sui nuovi prodotti in attesa di essere rivelati, come iTV, che si preannuncia come una rivoluzione del concetto di ‘€œtelevisione’€; il nuovo Mac Os X Leopard o l’attesissimo ma mai ufficialmente menzionato cellulare Apple.

O ancora le politiche vincenti nella gestione degli Apple Store: punti vendita curati in ogni aspetto, dal look e design, alla competenza offerta ai clienti. Una formula che ha condotto all’apertura di più di 170 store in tutto il mondo (prossimamente anche a Roma) e che è ispirazione anche per un marchio come Dell.

E che dire della strategia multimediale che mira alla conquista di tutti i gangli nervosi della vita digitale e multimediale delle persone? il lettore mp3 in tasca, la tv in salotto, il cellulare nel palmo della mano, il computer in casa o in ufficio… tutti ambiti comunicanti fra loro e che, globalmente, rappresentano un sistema vastissimo e capillare riguardante la maggior parte delle persone e degli utenti. Grazie a questi ‘€œterminali’€ si penetra nella vita della gente.

Ecco, il successo di Apple non è dovuto a questi aspetti singoli. E’ dovuto a tutti questi aspetti, presi uno ad uno, mescolati insieme, con cura, per creare la ricetta di una salsa vincente nella quale intingere una mela tutta da gustare.
Chi ha morsicato quella mela, sa di cosa si parla.