Apple: Microsoft paghi quello che deve in contanti

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Apple torna a farsi sentire con la corte che sta giudicando l’accordo tra Redmond e i privati che prevede la donazione di un miliardo di dollari in software. “Insensato – dicono da Cupertino – paghino in contanti e le scuole decidano indipendentemente che cosa acquistare”. Cresce il consenso per la proposta di Jobs.

Apple chiederà  ufficialmente che Microsoft paghi un miliardo di dollari in contanti alle scuole americane povere e che venga respinto il progetto di accordo tra Redmond e i privati che prevede invece che la cifra sia devoluta sotto forma di software e hardware. Un documento che presenta la posizione di Cupertino verrà  presentato nella giornata di oggi al giudice J. Frederick Motz che sta valutando l’accordo che Microsoft ha raggiunto con i privati per risolvere le cause ancora in corso e che prevede appunto la donazione di un miliardo di dollari in software e hardware alle scuole più disagiate.
Apple, che nei giorni scorsi aveva con forza sottolineato che questo accordo più che una punizione è un premio per Microsoft che finirebbe per incrementare la sua penetrazione di mercato e aumentare il suo potere di monopolio, spiega per bocca del suo CEO Steve Jobs che “la scelta più giusta è la donazione di un miliardo di dollari in contanti. Questa somma potrebbe essere versata nelle casse di una fondazione indipendente che consentirà  l’acquisto di materiale a scelta delle scuole”
E’ evidente che se le scuole americane avessero a disposizione denaro invece che software e hardware si dischiuderebbero possibilità  di accedere a forniture anche per Apple. Al contrario se Microsoft dovesse donare essa stessa pacchessi software e computer la concorrenza finirebbe per restarne esclusa.
Le posizioni di Apple sembrano al momento le più credibili anche per una larga base di osservatori indipendenti e anche per professori e responsabili dell’informazione.
Molti di essi hanno già  di fatto respinto la proposta di accordo di Microsoft sottoponendo al giudice documenti estremamente negati sui termini della mediazione. Essi sottolineano la limitazione della libertà  di scelta dei materiali e il condizionamento ipmposto, anche se indirettamente, sulle scelte didattiche, la scarsa qualità  di prodotti hardware ricondizionati, l’eliminazione della concorrenza. Apple aveva anche detto che l’accordo era un vero e proprio affare per Microsoft anche sotto il profilo economico. “Il costo reale per Microsoft – diceva Apple qualche giorno fa – sarebbe di non più di un milione di dollari”. “Certamente non è così basso – precisa Tim Deal, analista di Technology Research – ma è sicuramente di molto al di sotto degli 800 milioni di dollari”.
Come specificato da Macity nei giorni scorsi il giudice Motz dovrebbe pronunciare il suo giudizio intorno alla metà  di questo mese.