Apple, Microsoft, server e costi di gestione: una case history alla rovescia

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Spesso le grandi aziende IT o gli sviluppatori di software riportano delle storie di successo sull’implementazione dei loro prodotti raccontate in prima persona dai protagonisti. Quella che vi vogliamo raccontare attraverso un nostro lettore è la storia di come invece si riesca a spendere di più, creare problemi e disservizi “evolvendosi” verso soluzioni monopiattaforma.

Carmelo Manganaro vive da tempo in Gran Bretagna e ha perso di recente il compito di supporto Mac nella ditta in cui lavora, nella sede di Londra della più grande compagnia di brokeraggio assicurativo del mondo.
Ma non è stato licenziato, semplicemente era l’unico ad occuparsi dell’assistenza Mac in interi dipartimenti grazie al fatto che i computer di Apple avevano pochissime grane, grazie agli Xserver che funzionavano benissimo e costavano un terzo degli equivalenti server Windows (solo per l’hardware) visto che il supporto “umano” era a carico di un sola persona.

Carmelo si occupava di tre dipartimenti con 70 utenti complessivi che utilizzavano una applicazione realizzata su base 4D (il database relazionale multipiattaforma 4th Dimension) che permetteva l’uso sia di client Mac che PC sulla stessa rete.
Inizialmente il tutto era basato su 6 PowerMac G4 che facevano girare i server 4D su Mac OS 9.
In seguito i dipartimenti sono passati, con una spesa di 20.000 Sterline, all’acquisto di 5 XServe Apple con due extra HD per server, memoria aggiuntiva, e UPS.

Accade però che per uniformare l’uso del parco computer su una unica piattaforma i direttori IT dell’azienda decidono di passare in toto a Windows anche per i server visto che in altri dipartimenti con centinaia di utenti si usano tutti PC.
E cosi’ per avere l’equivalente della configurazione precedente decidono di acquistare 5 Server basati su PC con un costo totale di 70.000 Sterline.
Quello che costava di piu’ ovviamente erano le licenze Windows dato che si pagava per ogni computer collegato mentre Mac OS X Server ha un numero di client illimitato.

Tutti gli utenti che sono passati da Mac a PC hanno iniziato ad avere problemi di network. Ogni problema o instabilita’ che si verifica nella connessione PC-Server si traduce nella perdita della connessione del client 4D con il Server 4D con relative imprecazioni degli utenti e riavvio dell’applicazione. Questo non accadeva su Mac.

“Il problema dell’abbandono della piattaforma Mac e’ stato politico, nel senso che la ditta che supporta i computer non ha una conoscenza del mondo Apple per cui io gli portavo via parte dei guadagni.
Per di più era molto chiaro e lampante il fatto che la ditta doveva spendere un certo ammontare di denaro per mantenere le persone che supportavano i PC, mentre io ero da solo a supportare 70 computers senza troppi problemi: per per eliminare la competizione hanno deciso di eliminare la piattaforma Mac giustificando la cosa con la storia della unificazione delle piattaforme.”

Carmelo non ha perso il posto ma ora invece che fare tutto da solo appartiene ad una squadra di persone che devono curarsi di server Windows molto più costosi, con piu’ problemi e che hanno bisogno di una continua manutenzione e di piu’ personale per fornire una gestione adeguata.

“C’e’ stato un solo apparente guadagno dal passaggio a server Windows: il mio team adesso non si occupa del supporto server che sembrerebbe una grana in meno, ma quando c’e’ un problema passano delle ore prima che venga risolto. Prima la risposta del team era immediata.

I costi sono saliti esponenzialmente, ma come si dice in gergo, mai nessun direttore IT verra’ licenziato per aver adottato una soluzione Microsoft anche se di molto piu’ costosa, rispetto ad altre…”