Apple all’attacco nella scuola

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Calo nel settore didattico? Immediata la risposta. Il regresso nelle scuole viene affrontato di petto da Apple: nominata una responsabile e creata una divisione apposita. Obbiettivo: rilanciarsi come piattaforma leader nel mondo degli studenti e dei professori.

Apple non dorme certo sugli allori, davvero pochi in questo periodo. Una attività  frenetica e probabilmente anche un complesso processo di ristrutturazione giunto a maturazione forse ben prima dei risultati fiscali deludenti dei giorni scorsi, stanno infatti trasformando il volto del management della società  di Cupertino.
Dopo il ritiro per “pensione” di Mitch Mandich, un passo che secondo qualcuno è stato dettato dai cattivi risultati in termini di vendite dei mesi scorsi, e dopo la costituzione di una task force nel vecchio continente per la promozione di prodotti Apple, di ieri è la notizia del reclutamento di Cheryl Vedoe come responsabile del settore didattico. Per la Vedoe, che aveva già  ricoperto incarichi in questo ambito in passato alla Apple prima di dedicarsi ad altre attività , è stata creata una carica ad hoc, inesistente fino a qualche giorno fa: vicepresidente per il marketing e soluzioni del settore didattico.
Se si poteva solo supporre che le notizie del ritiro di Mandich e della task force Europea fossero correlate con i risultati deludenti del trimestre fiscale appena trascorso, in questo caso il legame con gli altrettanto poco buoni risultati nel settore didattico è lampante. La Vedoe “sulla scorta della sua esperienza nel settore didattico e della tecnologia”, come dice Steve Jobs, dovrà  infatti preoccuparsi di studiare strategie per rilanciare (o lanciare su alcuni mercati) i computers della Mela nelle scuole e negli istituti didattici a vari livelli.
Ricordiamo che Apple ha esplicitamente addebitato parte delle responsabilità  per non essere riuscita a rispettare le previsioni del trimestre proprio ad un inatteso calo delle vendite nel settore didattico.
Con un prodotto come MacOS X alle porte si aprono interessanti prospettive per l’introduzione dei Mac nell’ambito della ricerca e universitario.
Unix ha un’ampia diffusione a tutti i livelli nel mondo scientifico e il proporre un sistema operativo con la potenza di X nascosta sotto una interfaccia amichevole potrà  avere un impatto notevole e una possibilità  di crescita del mercato education di alto livello.
Secondo alcuni osservatori le alla proposta nel campo universitario potrebbe avere maggior forza se sarà  affiancata una strategia di espansione (soprattutto con una maggiore presenza di “evangelisti” in loco) per i più bassi gradi scolastici, uno dei mercati che il Mac dominava fino a qualche tempo fa.