Apple deposita un brevetto per schermi olografici 3D

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Nel corso della giornata di ieri Apple ha depositato un brevetto per una nuova tecnologia che rende possibile la visione 3D olografica senza l’impiego di occhialini o caschi da indossare

In futuro avremo una visione tridimensionale del desktop? Se un nuovo brevetto Apple, registrato presso l’ufficio marchi e brevetti statunitense con il numero 2008/0068372, e datato 20 marzo, dovesse avere qualche sviluppo, potremmo dire di sì.

Il lungo e complesso documento che può essere interamente consultato presso il sito Internet dell’ufficio marchi e brevetti degli Stati Uniti, illustra dettagliatamente un sistema di proiezione olografica 3D, interattivo e che supera inoltre i limiti delle visualizzazioni tri-dimensionali oggi esistenti.

Il sistema per cui Apple ha richiesto il deposito come brevetto è in grado di offrire una visione 3D reale senza indossare occhialini o caschi speciali, inoltre garantirebbe all’utente-osservatore la possibilità  di muoversi liberamente senza compromettere così l’effetto 3D della visualizzazione.

Tutto questo sarebbe possibile, sempre stando all’interpretazione del brevetto al costante monitoraggio della posizione dell’osservatore nello spazio.

In pratica determinando il punto di osservazione dell’utente e la sua distanza dalla proiezione 3D, il sistema è in grado di modificare in tempo reale l’immagine proiettata così da rendere il sistema interattivo e in grado di offrire sempre una visione 3D reale.

Allegato al brevetto troviamo uno schema che illustra i componenti principali del nuovo sistema 3D, descrivendone graficamente anche il flusso di funzionamento. Il sistema operativo controlla un motore di rendering stereoscopico 3D che comunica a sua volta con la scheda grafica, anche se è plausibile dedurre l’integrazione del motore 3D direttamente all’interno della GPU. Le elaborazioni così ottenute sono inviate a una interfaccia per la visualizzazione che divide i segnali in due canali separati, destro e sinistro, infine proiettati.

Nel grafico il dispositivo che controlla la posizione e gli spostamenti dell’utente è definito come 3D Imager: insieme a un sensore per la luce invia i dati che vengono elaborati da un DSP, Digital Signal Processor, che vanno a modulare la proiezione in corso e comunicano anche con il sistema operativo. con ogni probabilità  per offrire l’interattività  di cui si parla nel brevetto.

Ovviamente la richiesta di registrazione di un nuovo brevetto da parte di Apple non implica automaticamente l’impiego della tecnologia in un prodotto commerciale.