Apple e Google, gemelli diversi

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La casa di Cupertino e quella di Mountain VIew hanno raggiunto la stessa capitalizzazione di mercato, e i loro più recenti risultati finanziari hanno superato le attese degli analisti. Con la recessione dietro le spalle, sono sempre più competitor e sempre meno alleati.

La capitalizzazione di mercato delle aziende è fondamentale per capire quale sia il valore, la dimensione e l’appetibilità  di una società  quotata in borsa. Nel caso di Apple e di Google, questa variabile è diventata praticamente identica. A fare il gioco che ha portato lo scorso venerdì sia Apple che Google nella fascia dei 170 miliardi di dollari di valore (169,72 per Google e 169,78 per Apple) è stata la crescita del valore delle azioni a seguito dei buoni risultati sul mercato. La capitalizzazione di mercato è infatti data dal valore di quotazione delle azioni moltiplicate per il numero di azioni emesse (per questo è considerata una stima delle “dimensione del valore” di una azienda).

Apple valeva 188,5 dollari, Google 536,12 dollari, ma con una differenza nel numero di azioni emesse di tre a uno circa, tali cioè da portare il valore complessivo delle due aziende sugli stessi livelli. La differenza maggiore da questo punto di vista è che Apple ciclicamente, quando il prezzo delle sue azioni sale eccessivamente, fa una operazione di divisione (dimezza il valore raddoppiando il numero delle azioni in modo tale che chi ne ha 1 ne detenga automaticamente 2).

Apple e Google sono in rapida fuga verso il vertice della classifica tecnologica per capitalizzazione di mercato: Microsoft è a quota 246 miliardi, seguita a una cerca distanza da IBM a 158 miliardi. Yahoo, invece, è un esempio di società  che arretra e si ferma “solo” a quota 22 miliardi. La sempre più vicina sovrapposizione in tanti mercati chiave sta spingendo Apple e Google a ripulire i propri consigli di amministrazione dalle possibili sovrapposizioni che gli analisi, la SEC (la Consob americana) e gli azionisti vedrebbero come fumo negli occhi. Il caso più lampante è Erich Schmidt, Ceo di Google ed ex consigliere, fino a pochi mesi fa, di Apple.

Dopotutto, in un paese in cui il conflitto di interessi è preso più seriamente che non altrove come da noi, non potrebbe essere diversamente. Apple e Google sono entrambi nei servizi via Web (con il piccolo MobileMe e il gigantesco Google Apps, per le versioni a pagamento) ed entrambi nel mondo dei sistemi operativi sia per telefoni cellulari che per mini-computer (o computer veri, nel caso di Apple) e in sovrapposizione in una decina di altri campi. Meglio evitare di correre rischi.