Apple in California una causa collettiva

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Consumatori e negozianti in California vogliono portare in tribunal Apple. L’accusa. Mancato rispetto delle norme contrattuali di vendita e scorrettezze nei confronti dei rivenditori.

Pratiche illegali nell’€™esercizio della vendita, appropriazione indebita di segreti commerciali e infrazione a contratti sottoscritti. Questi alcuni dei capi d’€™accusa con Apple è stata querelata. L’€™iniziativa legale, resa nota alla fine della scorsa settimana, è stata presentata alla corte superiore della California che ha sede in San Francisco e ad avanzarla sono stati un gruppo di consumatori e rivenditori americani.

La ‘€œclass action’€, che secondo una pratica piuttosto comune nella panorama legale americano, chiama ad unirsi tutti coloro che potrebbero ritenersi danneggiati dagli stessi capi d’€™imputazione, prende le mosse da quelle che la controparte di Cupertino ritiene operazioni scorrette e che superano il limite della legge.

I rivenditori, nello specifico, sostengono che Apple avrebbe loro sottratto liste di clienti. Quest’€™ultima operazione, un vero e proprio ‘€œfurto’€ di informazioni confidenziali secondo la definizione del legale David Franklin dello studio legale ‘€œFranklin adn Franklin’€, sarebbe stata finalizzata ad operazioni di marketing a favore degli Apple retail stores.

I rivenditori sarebbero parte lesa anche nella parte della class action che riguarda i clienti finali. Apple secondo i querelanti, Apple avrebbe venduto per nuovi computer usati, accorciato la durata della garanzia fornendo copertura a partire dal giorno della consegna del prodotto ai rivenditori e non dal momento in cui questo era nella mani del cliente. Questo avrebbe determinato la perdita di fiducia da parte dei clienti nei confronti dei rivenditori.

Tra coloro che fungono da consulenti alla causa (che conta per ora su tre querelanti individuali e due negozi) c’€™è Tom Santos, un ex rivenditore Apple, che per primo puntò l’€™indice all’€™indirizzo di Cupertino con l’€™accusa di operare in maniera scorretta e penalizzante nei confronti dei suoi partner rivenditori.

La causa dovrà  superare l’€™esame preliminare della corte superiore e solo successivamente potrà  diventare effettiva.