Apple, la segretezza sopra tutto

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La segretezza prima di tutto. Questo, come ben sanno i suoi utenti, é il motto che regna alla Apple. Ma quali sono i motivi di questa scelta e come vengono portati avanti? A rispondere ci prova il Mercury Times.

Apple e la segretezza. Questo il tema di un interessante articolo pubblicato nel week end dal San José Mercury Times che esplora ragioni storiche e pratiche che hanno spinto la società  di Cupertino sul sentiero di un assoluto mutismo non solo sui suoi prodotti futuri ma anche sulle strategie che si preparano nei palazzi di One Infine Loop.
Il giornale attribuisce, ovviamente, a Jobs la scelta di mantenere il silenzio su quello che si realizza alla Apple ma i motivi sono oggetto di una approfondita discussione che tira in ballo alcuni dei protagonisti di un tempo come ad esempio Satjiv Chahil che fu alla guida del settore marketing prima del ritorno di Jobs. “Jobs – dice Chahil – è un intrattenitore, il miglior uomo marketing del mondo. Sa creare suspance e interesse come nessun altro e le sorprese fanno parte di questa strategia”. Chi infrange la regola della segretezza, rivela Chahil, viene licenziato in tronco.
Ma ovviamente le ragioni della segretezza che regna alla Apple non sono solo per preservare le “sorprese” di Jobs. Informazioni su prodotti futuri danneggiano le vendite. “Si può arrivare a bloccare le vendite in alcuni casi” dice il CFO Anderson che però pure conferma come “l’effetto sorpresa” sia in grado di creare un’eccitazione che diventa una campagna pubblicitaria gratuita in se stessa. “In più – aggiunge Matt Sergent un’analista di ARS – se tieni qualche cosa segreto la gente pensa che sia qualche cosa di veramente importante”
Insomma la segretezza è una strategia di Apple, una strategia però su cui non si possono ottenere conferme. Se infatti, come fa il Mercury Times, si chiedesse al settore pubbliche relazioni se si tratta realmente di una strategia di marketing la risposta sarebbe “Non possiamo discutere delle nostre strategie di marketing. Si tratta di una parte che manteniamo segreta”.
Più eloquente di così…