Apple: la velocità  dei PPC è un problema

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Vendite in calo in alcuni mercati, l’€™aumento della competizione, la necessità  di ripensare alcune strategie. Questo e molto altro scaturisce dal SEC, il documento fiscale che presenta ‘€œlo stato dell’€™unione’€ di Cupertino. Ma tra molti problemi e molte speranze emerge anche quello che potenzialmente potrebbe essere ‘€œil’€ problema: la velocità  dei processori.

Il 2002 non è stato un anno facile per Apple: licenziamenti seppure limitati e compensati, diminuzione delle vendite nel campo dei desktop, i deboli mercati europeo ed asiatico hanno imposto particolare attenzione alla gestione delle risorse e continuano ad imporre cautela per il futuro.

I dettagli della vita gestionale, fiscale, organizzativa, degli ultimi mesi sono meticolosamente ‘€œradiografati’€ nel SEC, il documento che ogni società  quotata in borsa è obbligata a presentare alle autorità  che gestiscono il mercato di Wall Street.

Dal lunghissimo documento si trae una vera e propria cronistoria di Cupertino nel corso degli ultimi 12 mesi, una cronistoria che, come abbiamo accennato, è ricca di sfide che continuano ancora oggi nel campo dell’€™occupazione, della competizione tecnologica, dello sforzo di innovazione.

Apple ad esempio conferma di avere licenziato oltre 600 dipendenti nel corso del 2002; ma più che un riduzione i personale vera e propria si è trattato di una sorta di ristrutturazione dell’€™organizzazione interna, visto che alla fine il numero complessivo dei lavoratori è aumentato, soprattutto grazie alle nuove assunzioni nei negozi retail.

Venendo al fatturato Apple nota un aumento nel fatturato (del 7%) rispetto all’€™anno precedente; la crescita è determinata essenzialmente dal software, i servizi e altre fonti che sono aumentati del 26%. Il merito è quasi tutto dell’€™iPod che ha fatto segnare un fatturato di 143 milioni di dollari. Ma sono andati bene, in fatto di fatturato, anche i laptop.

Apple però non nega che le vendite in fatto di unità  siano state di fatto piatte rispetto all’€™anno precedente. Questo soprattutto per la debolezza dei mercati esteri.

Il vecchio continente, in particolare, ha punito duramente Cupertino con un fatturato in calo del 31% (-32% in fatto di unità ) e del 40% nel campo consumer. L’€™unico sprazzo di luce arriva dall’€™iBook che ha visto crescere in Europa le sue vendite del 27%.

Generalmente, in ogni caso, le vendite dei desktop non sono andate bene. Apple attribuisce la debolezza del mercato alla lentezza con cui viene adottato Mac OS X, un fenomeno che a sua volta è causato dalla riluttanza con cui alcune terze parti si sono poste al lavoro su versioni per il nuovo sistema operativo (Quark prima di tutti). Le vendite di sistemi desktop viene indicato da Apple come un fattore cruciale per una solida ripresa delle vendite e cui non sarà  estranea la capacita da parte di alcuni fornitori di sostenere gli sforzi di Cupertino.

In questo contesto vengono esplicitamente citate società  come Motorola e IBM e la velocità  dei processori come un fattore limitante. Apple ritiene infatti di essere penalizzata presso molti clienti attuali e potenziali proprio dal rapporto sfavorevole che si verifica sulla velocità  in MegaHertz nei confronti del mondo PC.

Apple indica anche il settore educational come cruciale e in un tempo come anche il più difficile. Le vendite sono calate del 15% soprattutto per la pressione esercitata da società  che vendono PC a basso costo ad istituti sempre più alle prese con problemi economici.

Apple in questo contesto ha deciso di ridurre il personale e di cancellare alcuni prodotti di PowerSchool. I licenziamenti complessivamente sono stati 180.

Nel corso del 2002 Cupertino ha accresciuto di 16 milioni di dollari i suoi investimenti nel campo della ricerca e sviluppo che ora ammontano a 446 milioni di dollari. Molti di questi soldi, fa notare Cupertino, sono stati destinati a PowerSchool ma soprattutto a Jaguar.