Apple, l’offensiva musicale: tutti i dettagli

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iTunes Music Store ha aperto in quella parte dell’Europa che ancora non aveva accesso alla musica online. Ma quali sono i Paesi coinvolti? Manca ancora qualcuno? Studiamo nel dettaglio la strategia di espansione di Apple, per capire la rilevanza del passo fatto oggi

Fino ad ora il negozio di musica digitale di Apple era presente solo negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Germania. Una fetta rilevante di mondo per quanto riguarda il fatturato mondiale del settore discografico, ma dal punto di vista della popolazione, ancora i numeri non erano eccessivamente rilevanti.

Adesso qualcosa è cambiato. L’iTunes Apple Store dalla tarda serata italiana è disponibile non solo per il nostro Paese, ma anche per Austria, Belgio, Finlandia, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna. Come si nota da questa lista, che riguarda squisitamente i paesi europei, mancano i “piccoli”, come ad esempio il nostro San Marino oppure il Lichtenstein e Andorra. Ma sicuramente ci saranno accordi per far funzionare iTunes Music Store con i conti correnti e le carte di credito presso banche di questi paesi (esistono al riguardo una serie di convenzioni internazionali per quanto riguarda le problematiche che consentono ai piccoli paesi, compreso lo Stato Città  del Vaticano, di avere il corso della moneta dominante e accordi interbancari ad esempio per finanziamenti e mutui).

Ma ci sono anche altri paesi in lista di attesa, come Austrialia, Canada e Sud Africa, per citarne tre che sono parte del Commonwealth e direttamente collegati alla cultura anglosassone. Apple ha annunciato anche che per il Canada i giochi sono fatti, e l’iTunes Music Store arriverà  sotto la foglia d’acero ai primi di novembre (ma del Messico, per chiudere la triade dei paesi del Nord America, non si sa niente). Per gli altri ci sarà  forse da aspettare, anche se parecchie voci sostengono che Apple comprenderà  anche l’Australia nella tornata di novembre. Anche perché nel paese è considerato illegale scaricare musica anche di propria proprietà  – che viene ad esempio da un cd – sui lettori digitali iPod compreso.

Rimane fuori dal gioco il Sud Africa, ma rimane fuori dal gioco anche il Giappone, dove invece Apple sta muovendo i suoi passi in maniera decisa, visto che proprio lì ha aperto il suo primo negozio internazionale di Tokio, sta preparando quello di Osaka e cercando spazio per almeno altri due. E, oltretutto, proprio in quel paese tutti sono impazziti prevalentemente per l’iPod, il degno complemento dell’iTunes Music Store.

L’espansione dei negozi di musica digitale in Europa, oltretutto, è più ristretta dell’attuale lista di membri dell’Unione Europea, dato che ne mancano tre dei primi e tutti i dieci appena entrati nell’Ue. Senza contare quella che viene definita in maniera geografica come Europa, anche se non partecipa all’Unione (ad esempio la Svizzera).

Un’altra area del mondo, del quale abbiamo portato testimonianza pochi giorni fa visitando la mostra di elettronica di Dubai City – Gitex – è il Medio Oriente. Lì, soprattutto negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Giordania e in altre aree (ma lo stesso Egitto, la Tunisia, il Marocco per citare l’Africa), l’economia non è devastata come nelle zone di guerra e – anzi – Apple ha una sua presenza significativa o, se non altro, simbolica. Tale comunque, da far immaginare che una espansione economica potrebbe avere senso anche con il negozio di musica digitale, magari negoziabile una volta per tutte per le varie regioni.

imts