Apple, luce verde per scoprire chi parla troppo

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Un giudice californiano dà luce verde a Cupertino nel caso che la oppone ad Apple Insider e a PowerPage, che hanno pubblicato informazioni su un prodotto non ancora rilasciato. “Apple ha il diritto di avere le informazioni necessarie per scoprire chi ruba suoi segreti industriali”

Apple ha il diritto di richiedere tutti i dati necessari ad individuare l’€™identità  di chi ha fornito le indiscrezioni su Asteroid, il dispositivo di input analogico non ancora rilasciato e della cui esistenza di è appreso da alcuni siti Internet. Questa la sentenza, pronunciata nella tarda serata di venerdì, dal giudice californiano James Kleinberg.

Il magistrato, cui Apple si era rivolta per ottendere un mandato ingiuntivo nei confronti dei provider dei siti Apple Insider e PowerPage, ha dunque respinto la posizione degli avvocati dei siti che si appellavano al quinto emendamento e alla tutela delle fonti giornalistiche.

‘€œLe informazioni sui prodotti di Apple ‘€“ scrive nella sua sentenza il giudice ‘€“ sono da considerarsi come indebito appropriamento di un bene privato, del tutto simile ad un oggetto fisico’€.

Il giudice ha poi accuratamente evitato di entrare nel campo minato della definizione di giornalisti che l’€™avrebbe condotto a distinguere tra i reporter delle testate ‘€œufficiali’€ e quelle dei giornalisti ‘€œindipendenti’€. ‘€œDefinire chi sia un giornalista ‘€“ dice Kleinberg ‘€“ è molto difficile allo stato attuale delle cose mentre i media si sono ampliati e differenziati ‘€“ ma essere giornalista non autorizza ad una immunità  totale. Nessuno ha diritto di pubblicare informazioni che sono state ottenute unicamente infrangendo la legge’€. Il magistrato si sarebbe convinto oltre ogni dubbio che questo sarebbe il caso delle informazioni pubblicate da PowerPage e Apple Insider. In particolare gli schemi di Asteroid pubblicati da PowerPage erano tratti da una presentazione tenuta direttamente da Apple e le specifiche tecniche erano una puntuale trascrizione dalla stessa presentazione.

Consapevole che il suo pronunciamento potrebbe aprire una enorme falla nel sistema con cui il giornalismo si procura le informazioni che trasforma in articoli cerca di attuare distinzioni specifiche tra chi pubblica informazioni che possono essere di pubblica utilità  o articoli di denuncia, come malversazioni nell’€™amministrazione o i rischi che derivano da spericolate manovre in ambito sanitario, e lo specifico del caso di Asteroid. ‘€œI siti pubblicando le indiscrezioni su Apple ‘€“ dice Kleinberg ‘€“ non hanno fatto altro che soddisfare l’€™insaziabile desiderio d’€™informazione. Esiste una differenza tra pubblico interesse e interesse pubblico’€. Kleinberg sottolinea anche, sempre a scanso di equivoci, che la sua sentenza ‘€œè specifica per questo caso e non deve essere usata come chiave intepretativa per altri casi’€. Infine il magistrato rimarca come ‘€œla corte non trae conclusioni sul merito della posizione di Apple né di quella della controparte’€

La Electronic Frontier Foundation, che è a fianco dei siti nel caso, ha replicato sostenendo che ‘€œLa legge vuole che l’€™imposizione ai giornalisti a rivelare le fonti debba essere l’€™ultima risorsa, mentre Apple ha svolto internamente solo una indagine proforma prima di fare ricorso al giudice’€, paventando che la manovra, come dichiarato esplicitamente da parte sua Kasper Jade, l’€™autore di Apple Insider, ‘€œè unicamente rivolta ad intimidire i giornalisti di piccoli siti’€.

Ora i siti hanno sette giorni di tempo per avanzare un ricorso, successivamente ci sarà  ancora tempo, sia da parte di Apple che da parte della controparte, per replicare al nuovo pronunciamento del giudice. Gli avvocati di PowerPage e di Apple Insider hanno già  fatto sapere di essere intenzionati a rivolgersi alla corte suprema nel caso anche il ricorso sia respinto, ‘€œtrattandosi di materia che inerisce la costituzione e la libera informazione’€.