Apple perdona Worker Bee

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Apple raggiunge un accordo con Worker Bee. Il dipendente linguacciuto che aveva rivelato i segreti del mouse ottico e degli iMac di settembre 2000 tacerà  per sempre e Apple non lo costringerà  a pagare miloni di dollari di danni.

Si è chiusa con un accordo tra le parti la vicenda che ha opposto, da una parte, Apple e dall’altra Juan Gutierrez, meglio noto tra gli utenti Mac come “Worker Bee”.
Il Gutierrez, dipendente a contratto di Cupertino, era finito sul banco degli imputati, trascinatovi dalla stessa Apple per avere rivelato una serie di progetti in corso di elaborazione da parte della società  della Mela. Usando, appunto, lo pseudonimo di Worker Bee, “ape operaia”, Gutierrez aveva postato su Internet in numerosi siti dediti alle indiscrezioni, forum e una sua pagina personale, dettagli a proposito del Cubo, i nuovi mouse ottici, i G4 e diverse strategie che Apple riteneva segreti industriali. Smascherato grazie ad una ingiunzione inoltrata a Yahoo, dove Gutierrez deteneva un indirizzo e-mail, il dipendente era stato portato in tribunale con accuse molto pesanti e potenzialmente rovinose, se accertate, sotto il profilo economico. Apple avrebbe infatti potuto chiedere milioni di dollari di danni al suo dipendente per avere rivelato dettagli coperti da segreto industriale.
In aprile però gli avvocati di Cupertino e il legale di Worker Bee sono giunti ad un accordo. Niente danni in cambio del silenzio perpetuo su tutto quanto appreso durante il periodo di lavoro alla Apple.
Alcuni esperti del settore al momento dell’apertura della causa legale ipotizzarono che più che ottenere il risarcimento dei danni Apple era intenzionata a capire chi fosse stato a rivelare le indiscrezioni impedendo ulteriori fughe di notizie. Il fatto che sia stato raggiunto un accordo di basso profilo pare confermare questa opinione.