Apple più tollerante nell’approvazione delle applicazioni per iPhone?

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Un atteggiamento più tollerante nella fase di approvazione di nuove applicazioni per l’iPhone. E’ quanto indica l’esperienza di Vimov, una società di sviluppo software con base in Alessandria d’Egitto

Apple starebbe adottando un atteggiamento più tollerante nella fase di approvazione di nuove applicazioni per l’iPhone. E’ quanto indica l’esperienza di Vimov, una società  di sviluppo software con base in Alessandria d’Egitto: un aggiornamento per l’applicazione iSimulate, programma che rende possibile l’uso del multi-touch e dell’accelerometro nell’iPhone Simulator per Mac, nonostante faccia uso di API riservate, è stata approvata da Apple: la casa di Cupertino ha solo richiesto che nella prossima versione del programma sia rimosso (nel codice) il richiamato alle API private.

“Sarebbe opportuno risolvere questo problema con un prossimo aggiornamento” ha scritto Apple in un messaggio inviato agli sviluppatori. Apple è stata spesso criticata per l’atteggiamento eccessivamente rigoroso nella fase di approvazione delle applicazioni: è stato bloccato qualunque programma che violi le regole o potenzialmente tale, con uno zelo in alcuni casi eccessivo e persino ridicolo.

E’ di poche settimane addietro la notizia che la casa della mela mordicchiata ha iniziato a utilizzare un sistema automatizzato per scandagliare l’uso di chiamate riservate nelle applicazioni per iPhone e iPod Touch, un tool che si prefigge lo scopo di individuare applicazioni che potrebbero di nascosto accedere alle API riservate eludendo il sistema di verifica e le norme stabilite da Apple, un ottimo strumento per velocizzare ancora di più la fase di approvazione delle applicazioni.

Il beneplacito di Apple nel richiamo di API riservate da parte di sviluppatori di terze parti è ovviamente da prendere con le pinze: l’azienda potrebbe anche semplicemente aver ritenuto di chiudere un occhio solo e soltanto in questo caso. Apple, però, potrebbe anche aver deciso di allentare la corda dopo che più e più sviluppatori hanno lamentato eccessive politiche restrittive nell’approvazione di varie applicazioni.

[A cura di Mauro Notarianni]