Apple prova il colpo finale contro Psystar

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Apple presenta al giudice del caso che la oppone a Psystar la richiesta definitiva: pagamento di danni ingentissimi, sospensione della vendita del software per l’aggiramento dei sistemi di protezione di Mac Os X, chiusura del business dei cloni.

Apple chiede al giudice di bloccare le vendite di computer Psystar con sistema operativo Mac Os e di essere ricompensata per i danni subiti dal costruttore di cloni non autorizzati. La strategia per il colpo finale che annienterebbe definitivamente l’avversaria che l’ha sfidata in tribunale, è riportata da Groklaw, un sito molto ben informato in materia legale quando si tratta di quel che accade nel mondo open source.

Secondo le fonti dell’anonimo giornalista che ha redatto il meticoloso articolo corredato da documenti processuali sullo stato delle cose nella vertenza legale che oppone la Mela a Psystar, l’azione richiesta al giudice Alsup sarebbe pesantissima: blocco delle vendite delle macchine, pagamento dei danni presunti determinati dall’infrazione del DMCA (il documento che fissa la tutela dei diritti digitali) e dei danni dall’infrazione del copyright oltre che il risarcimento dei costi legali. Apple si dice disponibile a chiudere il caso su un piano che economicamente coprirebbe solo parzialmente gli effettivi ed “inestimabili” danni ricevuti, ma nonostante questo la richiesta va da un minimo di 500mila dollari ad un massimo di quasi 5 milioni di dollari. La cifra è improponibile per Psystar (i cui assetti varrebbero in tutto 50mila dollari) che in conseguenza dell’imposizione al pagamento, andrebbe fuori dal mercato, ovvero le accadrebbe esattamente quel che Apple cerca.

Apple, secondo gli osservatori, ha buone possibilità  di ottenere ascolto dal giudice e non solo perché lo stesso magistrato ha già  in sostanza accolto la posizione di principio di Apple, secondo cui Psystar ha violato i diritti di copyright dell’azienda di Jobs, ma perché i documenti presentati alla corte sono molto espliciti sui piani reali dell’azienda della Florida: conquistare una fetta rilevante del mercato (addirittura il 7%) con un fatturato miliardario, usando il codice di Apple. Psytar avrebbe presentato ad alcuni possibili investitori lo stesso processo in corso come una opportunità ; nei calcoli, nessun produttore di cloni si sarebbe avventurato sulla strada intrapresa da Psystar, nel timore di essere querelata. Alla fine del tunnel giudiziario, battendo la Mela, ci sarebbe stato quindi il successo e il dominio quasi incontrastato del settore con un marchio forte e popolare.

Ma che cosa dovrebbe fare, secondo Apple, Psystar (realtà  commerciale che secondo gli avvocati di Jobs, ha costruito tutto il suo business sull’infrazione dei diritti di copyright e i marchi registrati di sua proprietà ) per chiudere la controversia, oltre che pagare danni milionari, cosa già  di per sé stessa esiziale per una piccola società ? Semplice: sospendere l’aggiramento delle misure di protezione di Mac Os X, smettere di mantenere nel proprio patrimonio di tecnologie strumenti per l’aggiramento delle protezioni del sistema operativo, e chiudere la vendita (Apple dice in realtà  “il traffico”) di questi strumenti, una allusione al commercio su Internet del software Rebel usato per installare Mac Os X su macchine generiche Pc. Insomma secondo Apple, Psystar deve smettere di svolgere la sua attività  attuale.

Una udienza per decidere del caso è fissata per il 14 dicembre, a San Francisco. Potrebbe essere quello il momento in cui la vicenda potrebbe arrivare al punto di svolta ed imboccare la dirittura che porta al traguardo. Apple sembra essere al momento l’unica vettura in corsa.