Apple restituisce il favore: Safari migliora Konqueror

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L’Open Source è come un gioco in cui vincono tutti: il codice non è proprietario e le innovazioni sono condivise tra tutti. In questo modo, grazie al fatto che tutti possono contribuire a migliorare una funzione anziché doversela reinventare (con l’obbligo di condividere i miglioramenti), Apple ha giocato una delle sue carte migliori nel mondo dei browser

Safari è una piccola rivoluzione. Prima di tutto perché garantisce l’autonomia da Internet Explorer di Microsoft. Poi, perché per la prima volta un progetto sostanziale (e non solo uno standard tecnologico) nato nel mondo Open Source arricchisce e si arricchisce grazie alla collaborazione con una grande azienda informatica.

Adesso, dopo che Apple ha potuto partire già  con buona parte del lavoro tecnologico fatto (e fatto in ottima maniera) con l’engine per il rendering html di Konqueror, la casa di Cupertino restuisce il favore. La nuova distribuzione KDE ha una versione aggiornata di Konqueror che incorpora le migliorie prodotte grazie al lavoro di Apple.

E’ un gioco, insomma, in cui tutti vincono. A differenza di altre filosofie basate su un approccio esclusivamente proiprietario (vedi Microsoft) oppure con progetti vulcanici ma abbastanza in crisi per scelte tecnologiche non perfettamente meditate (Mozilla nato dalle ceneri di Netscape Navigator che è diventato open source a un certo punto del suo duello contro Internet Explorer di Microsoft), infatti, l’Open Source ha consentito reciproci miglioramenti e vantaggi per tutti.
Nel rispetto della clausola fondamentale, che è la condivisione del codice e il riconoscimento della paternità  delle innovazioni oltre alla loro successiva e ulteriore condivisione.