Apple risolve il problema del marchio “iPhone” in Cina

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La società che deteneva il marchio “i-phone” in Cina lo ha ceduto ad Apple. Prima del lancio del dispositivo un legale locale aveva fatto notare la rassomiglianza tra i nomi “i-phone” e “iPhone” e avvertito che tale similitudine avrebbe potuto creare problemi ad Apple, rendendo illegittima la vendita del dispositivo in Cina.

La società  che deteneva il marchio “i-phone” in Cina lo ha ceduto ad Apple. E’ quanto si apprende eseguendo verifiche sul sito del trademark office cinese, un ostacolo che avrebbe potuto causare noie ad Apple essendo il nome troppo simile al melafonino.

Hanwang Technology, produttore cinese di e-reader e altri dispositivi, aveva registrato il marchio in Cina nel 2004 in occasione del lancio di un telefono portatile ora non più in vendita. I dati riportati sul sito che si occupa della registrazione dei marchi riportavano mesi addietro Hanwang come società  titolare, mentre ora è Apple ad essere indicata come titolare del marchio; una nota, inoltre, conferma che la proprietà  è stata effettivamente trasferita.

Il carrier China Unicon ha iniziato a vendere l’iPhone qualche mese prima della fine dello scorso anno. Prima del lancio del dispositivo, un legale locale aveva fatto notare la rassomiglianza tra i nomi “i-phone” e “iPhone” e avvertito che tale similitudine avrebbe potuto creare problemi ad Apple, rendendo illegittima la vendita del dispositivo in Cina.

Un funzionario della Hanwang ha fatto sapere che la società  ha raggiunto un accordo con Apple per la cessione del marchio rifiutandosi, però, di indicare dettagli specifici sull’intesa. E’ ovviamente probabile che Apple ha pagato una cifra consistente per ottenere i diritti d’uso esclusivi del marchio.

Interessante notare come Apple aveva, in effetti, già  registrato il marchio “iPhone” nel 2002 ma la richiesta parlava specificatamente di hardware e software e non di telefoni. Due anni dopo Hanwang registrò il marchio “i-phone” legandolo ad apparecchi e dispositivi telefonici.

Apple grazie ad Unicom avrebbe attivato sul territorio cinese 300mila telefoni. Ricordiamo che la versione dell’iPhone distribuita in Cina è priva del WiFi (la legge cinese lo vieta); non mancano, tuttavia compratori che hanno accesso a telefoni comprati all’estero i quali poi sono craccati per poterli utilizzare anche con gli operatori locali.
[A cura di Mauro Notarianni]