‘€œApple: tattiche intimidatorie contro i media’€

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La querela di Apple contro Think Secret non avrebbe avuto altro scopo che quello di far chiudere Think Secret. L’€™accusa parte dall’€™avvocato del sito che aggiunge: ‘€œNon hanno alcuna speranza di vincere e dovrebbero saperlo’€.

Apple con la querela a Think Secret non aveva altro fine che quello di far chiudere il sito, non di ottenere informazioni sul chi fosse la fonte delle sue informazioni. Questo il sospetto avanzato da Terry Gross, avvocato del sito dedito alle indiscrezioni espressa in una intervista rilasciata ad Internetnews.com .

Il legale, noto negli USA per le sue battaglie per la libertà  civili, quelle di stampa e per essere stato tra i primi ad affrontare le tematiche dell’€™espressione di pensiero d’€™informazione su Internet, attacca frontalmente Cupertino partendo dal presupposto che il primo emendamento, che garantisce appunto la libertà  di parola, protegge in maniera totale Think Secret. ‘€œLa Corte Suprema ‘€“ dice Gross ‘€“ è stata sempre molto chiara: un giornalista non è responsabile. Se desiderate perseguite l’€™autore del furto delle informazioni, ma non potete colpire legalmente il giornalista. Quale base ci sarebbe per portare in tribunale Nick (lo pseudonimo usato dal giornalista Nicholas Ciarelli, autore di Think Secret NDR)? Solo il fatto che avrebbe pubblicato un’€™informazione e promesso l’€™anonimato. Queste sono le basi del giornalismo’€

Secondo Gross Apple avrebbe dovuto essere a conoscenza di tutto questo e, infatti, sostiene il legale, in passato non ha mai querelato i grandi media che fanno giornalismo anche quando pubblicavano indiscrezioni come ha fatto Think Secret. Questo perché, sostiene l’€™avvocato, giornali come il New York Times o il Wall Street Journal hanno studi i ‘€œmuscoli’€ per difendersi contro accuse come queste ‘€œmentre Apple pensava che Think Secret non avrebbe avuto le risorse per fare fronte ad una causa e si sarebbe semplicemente arreso, accettando di chiudere in cambio della remissione della querela. In questo modo avrebbero stabilito un esempio per altri giornalisti nelle stesse condizioni e piccoli media. Questo ‘€“ dice ancora Gross ‘€“ è quello che sarebbe successo: la tattica d’€™intimidazione di Apple avrebbe funzionato e altri media sarebbero stati costretti a chiudere. Questo è stato il fattore critico che ci ha spinto ad accettare il caso’€

Secondo Gross, che accusa dunque Apple di avere portato una seria minaccia all’€™universo della libera informazione su Internet, ai bloggers, ai siti indipendenti ai piccoli media e ai ‘€œcittadini giornalisti’€ che operano in maniera corretta, seguendo le leggi dell’€™informazione, un qualunque tribunale non può accettare questa formula intimidatoria che non sarebbe fondata su basi legali. ‘€œHo già  detto ad Apple che sarebbe estremamente opportuno che rimettessero il caso senza indugi perché del tutto infondato ‘€“ continua l’€™avvocato ‘€“; da parte nostra chiederemo al tribunale di respingere la querela perché contraria al primo emendamento’€