Apple tributa un omaggio al Nobel di Al Gore

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Apple modifica la prima pagina per tributare un omaggio al nobel di Al Gore: “trabocchiamo di orgoglio per il premio e per quel che ha fatto”, dice un testo sicuramente ispirato dal suo amico Steve Jobs.

Apple tributa un omaggio al Nobel per la pace di Al Gore con una prima pagina dedicata all’ex vicepresidente di Clinton attuale consigliere di amministrazione della società .

Sulla home appare una immagine di Gore durante una delle sue conferenze sulle tematiche ambientali; accanto un testo, con buona probabilità  ispirato da Steve Jobs suo grande amico, che dice: “Al si è donato anima e corpo dedicando buon parte della sua vita durante gli anni passati nel mettere in guardia ed educare tutti noi sui problemi che derivano dalle mutazioni del clima. Trabocchiamo di orgoglio per Al a fronte di questo storico riconoscimento del suo contributo a questa causa”.

Gore, cui è stato attribuito il riconoscimento assieme al Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, è molto vicino a Steve Jobs. E’ stato proprio l’attuale amministratore delegato di Apple a chiamarlo nel consiglio della società  nel 2003. Gore è emerso come un protagonista anche di Apple quando ha assunto l’incarico di presiedere la commissione d’indagine interna sulle stock options; questo ruolo gli era stato assegnato per la sua riconosciuta statura morale e per il rispetto di cui gode in tutti gli ambienti politici ed economici americani.

Gore, come noto, si sta battendo da anni per fermare le azioni che portano alla modificazione dell’assetto climatico mondiale e all’aumento dell’effetto serra. Il documentario che lo vede protagonista, An Inconvenient Truth, ha vinto l’Oscar come miglior documentario. La sua popolarità  è tale che molti rappresentanti del partito democratico lo vorrebbero candidato alla presidenza al posto di Hilary Clinton o Barak Obama, certi che sbaraglierebbe la concorrenza repubblicana. Come noto Gore fallì d’un soffio la presidenza degli Stati Uniti venendo sconfitto da Bush nelle contestate elezioni del 2000 quando solo una sentenza della Corte Suprema fermò la decisiva riconta dei voti in Florida, dove aveva vinto per qualche migliaio di preferenze il suo avversario ma dove esistevano forti sospetti che il ricalcolo avrebbe assegnato la vittoria e la presidenza proprio a Gore.

Steve Jobs aveva recentemente ammesso di avere insistito con Gore perché accettasse la candidatura democratica alla presidenza degli Stati Uniti, ma di avere anche ricevuto un rifiuto. Ora con la vittoria del Nobel molti amici e simpatizzanti politici potrebbero tornare alla carica, convinti che la popolarità  dell’ex vice di Clinton sia alle stelle e nulla, più che mai, potrebbe fermarne la corsa alla Casa Bianca.