Applicazioni per iPhone e iPod Touch, Apple è agnostica

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Chi cerca di creare applicazioni per iPod Touch e iPhone riceve una buona notizia da Apple: la Mela non ha come obbiettivo quello di impedire lo sviluppo di programmi per i due dispositivi da tasca. “Nessun supporto ma neppure nessun bastone tra le ruote”, dice Greg Joswiak.

Apple non supporta ma neppure impedisce la creazione di software nativo per iPhone e iPod Touch. Ecco la risposta ufficiale di Cupertino in riposta alla serie di domande, più o meno esplicite, che piovono da più parti sulla posizione della Mela in merito alla serie di tentativi che si stanno facendo per creare software che aggira la limitazione imposta nei nuovi dispositivi da tasca capaci, come noto, sì di lanciare applicazioni, ma solo attraverso il browser Safari.

‘€œApple – ha detto Greg Joswiak, responsabile del marketing di iPod e iPhone, ad alcuni media – non si oppone alla creazione di software per iPod Touch e iPhone, ma non ci prendiamo responsabilità  se in futuro queste stesse applicazioni dovessero smettere di funzionare per un aggiornamento’€. Che cosa questo significa in termini pratici è abbastanza chiaro: gli ingegneri della Mela quando creano un aggiornamento del sistema operativo e delle applicazioni incluse in esso, non perseguono esplicitamente la finalità  di rendere inservibili le applicazioni o di chiudere le scappatoie trovate per far girare software indipendente. Ma nello stesso tempo non si occupano neppure di evitare che gli update siano rispettosi di quanto gli stessi sviluppatori indipendenti hanno creato’€

Da quanto si apprende la differenza di approccio assunta in questo ambito rispetto a quello che accade nel mondo Pc (dove lo sviluppo del sistema operativo tiene in conto, per quanto possibile, del lavoro degli sviluppatori), deriva dal fatto che si tratta di due diverse piattaforme; in una, il Mac, ci si attende proprio che esistano applicazioni indipendenti che funzionano con quelle macchine, nella seconda, iPhone/iPod Touch, non è così perché si è di fronte a dispositivi chiusi che hanno sono pensati come tali perché devono svolgere compiti specifici ben definiti.

Le dichiarazioni di Joswiak giungono inattese. In passato Apple in dichiarazioni ufficiali (comprese alcune di Jobs) si era dimostrata molto più refrattaria all’€™idea di aprire iPhone (e quindi anche iPod Touch che usa lo stesso sistema operativo). Molti sviluppatori hanno quindi accolto con un applauso la nuova direzione intrapresa, anche se va detto che il capo del gruppo che si occupa di iPod si è anche affrettato a specificare che la possibilità  che futuri aggiornamenti spazzino via gli sforzi di chi sviluppa per i prodotti da tasca di Apple sono molto alte.