Asia ed Europa dell’Est guidano la pirateria informatica

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La BSA ha reso noti i dati inerenti la pirateria informatica mondiale. Calano i danni economici prodotti ma aumenta la percentuale di software illegale. Asia ed Europa dell’est ai primi posti. Italia terza in Europa per danno economico prodotto

Calano i danni prodotti dalla pirateria informatica. La BSA (Business Software Alliance), l’associazione mondiali dei produttori di software, infatti denuncia perdite per 10,97 miliardi di dollari contro gli 11,75 miliardi di dollari del 2000. In termini percentuali il calo dei danni economici è stato del 6,7%.

Nonostante questo, però, sostiene la BSA non si deve pensare che il fenomeno della pirateria sia in calo. Anzi il numero di pacchetti non legali utilizzati è in costante ed enorme crescita. Nel 2000 l’aumento rispetto al 1999 era stato del 37%, nel 2001 rispetto al 2000 l’aumento è stato del 40%. La diminuzione del danno economico, evidentemente, è determinata solo dalla diminuzione dei costi per pacchetto, dalla recessione e dalla forza del dollaro.

Il mercato dove la pirateria è più diffusa percentualmente è quello asiatico che produce danni per 4,7 miliardi di dollari. I paesi dove il software viene maggiormente piratato sono il Vietnam (97% di uso di software illegale), Cina (92%) e Indonesia (88%). Poco serve che sempre al pacifico appartengano paesi come Nuova Zelanda (26% di software piratato) e Australia (27%), tra i più corretti al mondo quando si tratta copiare il software.

Nei paesi occidentali l’uso di software pirata si ferma al 37% con le più alte percentuali in Grecia (64%), Spagna (49%) e Francia (46%). L’Italia, un tempo uno dei leader mondiali in fatto di software pirata, non compare tra le prime tre posizioni in fatto di percentuale di software copiato ma è presente al terzo posto (dietro Germania e Francia) quando si tratta di danno economico prodotto. Una apparente contraddizione determinata o dal più alto valore del software piratato o dai costi più alti del software in Italia rispetto all’estero.

Tra gli altri dati si deve notare la percentuale bassa di pirateria negli USA (26%), il 50% di America Latina, Medio Oriente e Africa e il 67% dell’Europa dell’Est, quest’ultimo il dato regionale il alto in assoluto in tutto il mondo.