Asteroid, caso chiuso (o quasi)

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Il caso “Asteroid” con cui Apple voleva obbligare alcuni siti dediti alle indiscrezioni a rivelare le loro fonti è chiuso. Cupertino non si appellerà  alla sentenza che le ha dato torto. Ma la Mela non ha ancora abbandonato il proposito di cercare i dipendenti infedeli.

Il caso Asteroid, almeno per il momento, è chiuso: Apple non chiederà  la revisione in corte d’€™appello della sentenza che le ha negato il diritto ad avere le informazioni necessarie per risalire a chi aveva diffuso le notizie sull’€™esistenza del progetto. La conferma che Cupertino abbandona ogni pretesa di obbligare, per vie giudiziarie, i siti che avevano dato notizia del prodotto a consegnare le loro email arriva dal tribunale al quale gli avvocati della Mela hanno consegnato un documento con cui si afferma che non ci sarà  il ricorso alla suprema corte della California.

In termini pratici questo significa che PowerPage e AppleInsider non correranno più il rischio di essere costreti a consegnare i messaggi di posta elettronica ricevuti in occasione dell’€™incidente che portò a far sapere al mondo che nei laboratori di Apple si studiava un sistema d’€™interfaccia analogica-digitale per strumenti in Garageband. La scelta fa seguito al ‘€œno’€ che un panel di tre giudici aveva pronunciato di fronte alla pretesa di Apple, avanzata alla luce di una serie di considerazioni che avevano suscitato la preoccupazione del mondo giornalistico e dei bloggers americani. Apple avanzava il suo diritto ad avere le informazioni sia alla luce del fatto che la notizia era frutto di una infrazione ad un accordo di riservatezza sia perché a pubblicare la notizia non erano state fonti giornalistiche primarie, ma siti indipendenti. Se la tesi della Mela fosse stata accettata sarebbe stato un duro colpo ad uno dei cardini del mondo giornalistico americano che si regge sulla libertà  di parola e sul diritto di fare inchieste senza essere costretti a rivelare la fonte delle proprie notizie.

Anche se i giornalisti (quelli coinvolti direttamente nel caso e quelli che temevano per un prezioso strumento d’€™indagine) dovrebbero ormai essere al sicuro, non altrettanto può dirsi per l’€™anonimo responsabile della soffiata. Apple infatti ha annunciato che intende andare avanti per scovare la talpa e a questo scopo farà  altri passi legali. Inizialmente potrebbe cominciare con l’€™interrogare, questa volta sotto giuramento e obbligandoli a consegnare i propri computer, 29 dipendenti che avevano accesso alle informazioni su Asteroid. In questo modo Cupertino farà  cadere una delle contestazioni che avanzate dai giudici che le hanno negato l’€™accesso alle email di AppleInsider e di PowerPage, ovvero di avere preferito prendere una scorciatoia passando per i giornalisti invece che partire da una seria indagine interna.