Baby Shaker, Apple si scusa

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Apple si scusa ufficialmente per il rilascio di Baby Shaker, l’applicazione per iPhone e iPod touch che zittiva i bambini virtuali scuotendo il dispositivo. “Profondamente offensiva e meritevole di essere rimossa”, dice una portavoce. Lo sviluppatore ammette: “Una cattiva idea”.

Profondamente offensivo e meritevole di essere rimosso. Ad alzare la voce contr Baby Shaker la contestatissima applicazione che aveva come unico scopo quello di zittire bambini piangenti agitando il cellulare, sono di Apple e a pronunciarle è la portavoce Natalie Kerris.

‘€œAbbiamo commesso un errore – dice la Kerris – quel gioco non doveva essere approvato. Siamo seriamente dispiaciuti di quello che è accaduto, si trattva di un prodotto profondamente offensivo’€. L’€™intervento arriva al termine di una giornata dove le critiche su Baby Shaker, un gioco da 79 centesimi di euro, si sono intensificate di ora in ora. Dopo la rimozione del titolo avvenuta poche ore dopo la sua pubblicazione, molte realtà  che si occupano di difesa dell’€™infanzia avevano cominciato a pressare Cupertino per scuse ufficiali, scuse che alla fine sono quindi arrivate.

Apple è stata parte in causa nella vicenda, anche se il gioco non è stato realizzato nei suoi laboratori. Suoi sono, infatti, i revisori che si occupano di approvare in via definitiva tutti i lavori sottoposti da sviluppatori esterni, figure che in passato sono state estremamente severe quando si trattava di fermare prodotti giudicati non adeguati alle strategie commerciali della Mela ma che in questo caso non sembrano avere avuto la sensibilità  giusta.

Lo sviluppatore, la semisconosciuta Sikalosoft, per ora non ha rilasciato alcun commento pubblico ai giornalisti che hanno cercato i responsabili, ma sul suo sito si ammette che ‘€œil rilascio di Baby Shaker è stata una cattiva idea’€. Segue una sintesi dei danni cerebrali che si possono provocare ad un bambino quando lo si scuote come suggeriva di fare il gioco. Il timore che dalla simulazione si potesse passare alla pratica finendo per scuotere un vero bambino per farlo smettere o, più modestamente, si legittimasse questa azione, era stato all’€™origine delle proteste delle associazione per la tutela dell’€™infanzia.