Batterie al metanolo, passi avanti da NEC

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NEC annuncia un prototipo di portatile con batterie al metanolo. Piccolo e compatto potrebbe garantire un’€™autonomia di lavoro fino a 40 ore tra una ricarica e l’€™altra.

Grandi passi avanti nella prospettiva d’€™impiego delle celle combustibile al posto delle batterie. NEC, uno dei principali protagonisti della ricerca su questo tipo di alimentazione che passa da una reazione chimica per produrre energia elettrica dal metanolo, ha annunciato di essere ormai vicina a produrre un dispositivo piccolo, potente e abbastanza leggero per un computer portatile.

La casa giapponese ha infatti mostrato un prototipo di batteria del 20% più piccolo dei precedenti modelli e in grado di essere integrato direttamente nel corpo di un portatile di medie dimensioni. La batteria la metanolo ha una potenza di 70 mW per centimetro quadrato.

Il funzionamento è lo stesso dei precedenti modelli. Il metanolo in miscela con acqua reagisce producendo energia elettrica e alimentando il portatile. Una volta esaurito il metanolo basta ricaricare la batteria con una bomboletta simile a quella con cui si ricaricano gli accendini e, dunque, anche in assenza di una presa di corrente è possibile continuare a lavorare per molte ore. Da notare anche che le batterie al metanolo sono in grado di garantire un’€™autonomia per ciascuna ricarica, molto più lunga delle batterie agli ioni di litio. I primi computer da viaggio dotati di batterie al metanolo dovrebbero apparire entro la fine del 2005 e garantire, nelle previsioni di NEC, fino a 40 ore di autonomia tra una ricarica e l’€™altra.

Sul progetto per le batterie al metanolo, che si sperimentano anche nel campo dei PDA e della telefonia cellulare, sono al lavoro molti colossi dell’€™IT, da Toshiba ad Hotachi. Intel ha anche fondato una società , PolyFuel, che si occupa dello studio di questo sistema di alimentazione che promette di rivoluzionare il mondo della portabilità .