BitTorrent finanziato dai venture capitalist per quasi 9 milioni

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Il tool più usato in rete per lo scambio di file (legali e illegali) è nell’occhio del capitale di venture. le potenzialità  del software creato da Bram Cohen sono notevoli e la pirateria non è certo quello l’obiettivo. Piuttosto, la distribuzione del contenuti a pagamento. Che sia quello il futuro di BitTorrent?

Sono 8,75 milioni di dollari. Una goccia, rispetto a quel che in queste settimane è girato con le acquisizioni ad esempio di Skype da parte di eBay e di Siebel Systems da parte di Oracle. Ma pur sempre più di sedici miliardi di vecchie lire per un software sviluppato in garage e diventato lo standard per la distribuzione “intelligente” di contenuti di vario genere.

Mentre WinMx viene “chiuso” d’imperio dalle forze dell’ordine, BitTorrent scopre il venture capitalism, cioè i fondi per finanziare la crescita delle buone idee. I soldi ce li mette DCM-Doll Capital Management, che ha l’obiettivo di rendere più attraente per Hollywood un software che sembra nato per distribuire i contenuti video attraverso Internet senza bisogno di costosi server centrali.

Lo scopo è sempre stato più o meno quello, potrebbe dichiarare tranquillamente il suo creatore, Bram Cohem, che ha avuto anche l’onore di lunghe interviste su molti giornali, tra i quali la bibbia del mondo digitale, Wired. Ma adesso le cose si faranno in grande, sfruttando la popolarità  di BitTorrent che, secondo CacheLogic, ha il 33% del mercato del donwload illegale in Internet (eDonkey’s dovrebbe essere al 50%, secondo le stesse statistiche, ma in rapido calo). L’obiettivo? Fare come Napster per diventare l’iTunes del video. Nei prossimi mesi vedremo…