Brani gratuiti, Italia ancora esclusa

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Apple ha esteso anche a Gran Bretagna e Francia la fornitura di brani gratuiti settimanali ma l’Italia continua a restare esclusa. Nell’orizzonte della globalizzazione questa anomalia provoca qualche malumore, ma la colpa potrebbe non essere tutta di Cupertino.

Apple ha inventato il commercio della musica su Internet, trasformato lo scenario e globalizzato l’orizzonte. Grazie ad Apple non sono si può acquistare musica su Internet, pagarla una cifra ragionevole senza avere troppe limitazioni d’uso e possederla per sempre, ma lo si può fare in tutto il mondo.

Da leader assoluto del mercato della musica digitale iTunes Music Store è arrivato ad occuparsi di tutti i mercati Euro oltre che la Gran Bretagna e Canada dopo, naturalmente, gli Stati Uniti, dove è nato.

Sono ben 15 le nazioni dove Apple ha creato un listino il più possibile reale per quel mercato, chi ha residenza in uno di questi paesi è titolato ad acquistare musica nel jukebox relativo. In redazione sono giunte anche alcune segnalazioni che ci informano sulla possibilità  di fare acquisti incrociati tra residenti di paesi diversi tramite Gift Certificate donati a stranieri senza carta di credito e ritenuti validi dal sistema di Apple.

Tra tante interessanti ed efficienti opzioni, purtroppo, si segnala ancora però qualche lacuna che penalizza qualche paese a scapito degli altri in cui il negozio di Apple è attivo. La più spiacevole e penalizzante è l’assenza dell’offerta che prevede una canzone gratis la settimana.

Da tempo questa opportunità  è attiva su iTunes Music Store americano dove, cliccando la casella “Free Download – Single of the Week” (aggiornato ogni martedì con un brano nuovo) si può scaricare senza alcuna spesa una canzone. Qualche volta si è trattato di una hit, anche se più spesso si ha diritto a scaricare una canzone di debuttanti che necessitano di promozione.

Recentemente questa opportunità  è stata estesa anche al mercato della Gran Bretagna e a quello francese mentre l’Italia continua a restare esclusa.

Tra le ipotesi sembra poco probabile quella che fa riferimento al fatto che, come accaduto per una capitolo del libro di Crichton o per la musica della sonda Cassini non sia possibile reperire chi voglia offrire opere coperte da copyright a titolo promozionalale per spingere sul mercato un autore o un’opera poco conosciuta.

Più probabile che Apple possa essere alle prese con qualcuno dei molti lacci e lacciuoli che segnano il mercato dei diritti musicali in Italia. Ad esempio Apple potrebbe essere di fronte alla necessità  di versare alla SIAE il costo di concessione dei diritti per il “bollino” (anche se qui virtuale) SIAE anche se l’autore e la sua casa editrice non riscuotessero alcunchè dalla cessione del brano. L’ipotesi non è del tutto peregrina se si pensa che anche chi regala CD audio, DVD o CD-ROM è obbligato ad versare un diritto d’autore che viene incamerato dalla società  preposta.

In pratica, insomma, Apple regalando un brano in realtà  ci rimetterebbe del denaro perchè se anche non versasse all’autore i diritti dovrebbe comunque pagare la concessione alla SIAE o ricaricarne i costi sui clienti e a quel punto il brano non sarebbe più gratuito.