BridgeCo, il partner di Apple per la tecnologia AirPlay

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Per sviluppare AirPlay Apple ha collaborato con BridgeCo, una piccola società specializzata in processori e software per l’integrazione audio tra diversi sistemi. Il team di BridgeCo ha avuto accesso al codice di iTunes ed ha realizzato i processori e il software che permettono di integrare AirPlay in numerosi dispositivi di diversi costruttori. Un sguardo sul metodo di lavoro interno di Cupertino.

Per sviluppare e assicurare la massima diffusione possibile per la nuova tecnologia AirPlay Apple ha lavorato in collaborazione con BridgeCo. Il nome non è noto agli utenti finali perché si tratta di una società nata nel 2000 specializzata nella realizzazione di processori e soluzioni software per l’integrazione audio in sistemi di costruttori diversi. Nonostante la recente fondazione e le piccole dimensioni (in BridgeCo lavorano meno di 60 persone) la società può contare su di una lunga esperienza nel settore e rapporti commerciali con tutti i più importanti costruttori di apparecchiature audio.  Ricordiamo che Airplay ha il supporto di aziende come Marantz, Denon, Bowers&Wilkins, JBL e iHome.

Alcuni scarni dettagli sulla collaborazione tra Apple e BridgeCo emergono da una breve intervista che Gene Sheridan Ceo della piccola azienda ha dato alla CNBC. “Apple non ha mai aperto il proprio ecosistema – conferma Sheridan, poi puntualizzando – Abbiamo sempre bussato alla porta per collaborare”, una frase che ben descrive i non facili rapporti che in molti casi le società esterne devono affrontare prima di poter lavorare con la Mela.

Per assicurare la massima diffusione possibile della tecnologia AirPlay Cupertino ha così scelto una partnership con una società già affermata nel settore e dotata di ottimi agganci con tutti i principali costruttori audio. Così dopo anni di attesa BridgCo ha potuto finalmente accedere al codice iTunes per creare processori e software da integrare nei sistemi stereo e nelle basi dock di diversi costruttori, dispositivi che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi tutti compatibili con AirPlay. Una volta apertesi le porte di Cupertino, BridgeCo ha avuto una vista privilegiata sul metodi di lavoro interni di Apple, una esperienza che Sheridan descrive con efficacia: “C’è una magia di Apple che sembra semplice”, riferendosi alla capacità della Mela di focalizzarsi sulle funzioni e sulle tecnologie più rilevanti per gli utenti, tralasciando il superfluo. Gli esperti di BridgeCo hanno fornito ad Apple un lungo elenco di tecnologie e funzioni tutte implementabili con un sistema di collegamento senza fili. Per dare vita ad AirPlay Apple ha ridotto questo elenco a solamente tra funzioni che rappresentano il cuore della nuova soluzione.

Per chi conosce la Mela queste dichiarazioni non rappresentano una novità: anche se l’integrazione sempre più spinta permette di disporre di decine e decine di funzioni diverse in un singolo chip, da sempre Apple ha focalizzato il proprio interesse sui compiti fondamentali, tralasciando il resto ma garantendo sempre una esperienza di utilizzo e di funzionamento al top per le funzioni integrate. E’ per questa ragione che pur rinunciando alla funzione radio per anni, iPod si è affermato con il lettore tascabile più diffuso, per lo stesso motivo il primo iPad non è dotato di fotocamera e così via. Le integrazioni e le funzioni secondarie arriveranno ma solo quando l’esperienza utente e la facilità d’uso non ne risentiranno