CD protetti: ecco come far digerire i sistemi anti-copia

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Secondo uno studio della Parks Associates chi compera CD musicali negli Stati Uniti non è antagonista dei sistemi di copia, a prescindere, se esistessero incentivi all’acquisto e possibilità di scelta.

Per far digerire al pubblico i sistemi di protezione dalla copia dei CD la soluzione c’é: proporli come alternativa “più economica” a quelli senza protezione. Questo l’esito di una indagine dealla texana Parks Associates.

Dal sondaggio “Profiles of PC Usage” emerge che se i CD con sistemi “copy once” (da copiare una volta sola), costassero 5 dollari meno, sarebbero la scelta d’acquisto per il 33% di chi non li codifica in MP3 e del 27% di chi li codifica in MP3.

L’anno scorso sono stati immessi sul mercato USA “solo” 10 milioni di CD con sistemi anti-copia e il numero “limitato” è dovuto alla ritrosia all’acquisto di questi CD non standard da parte dei clienti.

Se l’industria discografica offrisse ragioni valide come sconti sul prezzo d’acquisto riuscirebbero a far gradire i loro sistemi anti-duplicazione ai consumatori.

Vien da chiedersi quanti tra gli editori musicali siano propensi ad offrire sul mercato lo stesso disco in due versioni, una in versione standard da (per esempio) 20 euro e una con sistema anti-copia che costi 15 euro.