Cara, cosa danno sul telefonino stasera?

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Per gli appassionati di tecnologia che vivono in Corea, Samsung sta per lanciare un telefono in grado di ricevere direttamente tra i 40 e i 70 canali televisivi satellitari a pagamento. Senza bisogno di parabole o altri accessori.

In Italia stiamo facendo pubblicità  alla televisione digitale terrestre “gratuita”, che non è proprio il massimo della vita, dato che aumenta i canali ma non la risoluzione del video come accade invece con la televisione ad alta definizione già  presente in Estremo Oriente.

In Corea, invece, Samsung sta sviluppando (siamo arrivati ai test di funzionamento dei terminali) una nuova serie di telefonini in grado di ricevere e visualizzare sul display canali satellitari digitali a pagamento (ne sono previsti circa una settantina per il Giappone e 40 per la Corea). Il progetto viene realizzato in parallelo anche per il mercato giapponese, che oltre alla vicinanza geografica tra i due paesi conta un analogo sistema di fonia mobile.

Il tutto è possibile grazie a un processore Arm che consente di gestire la decodifica al volo dei dati e a un blocco radio-ricevente estremamente compatto (anche perché totalmente integrato su silicio) sviluppato dalla stessa Samsung. All’interno, anche l’elettronica in grado di gestire i servizi a pagamento e pay-per-view.

L’obiettivo è quello di aumentare in modo sostanziale il numero degli abbonati alla televisione satellitare e aprire nuove strade per il business dei contenuti e della loro fruizione in maniera diversificata.

I vantaggi della nuova soluzione sulla carta sono molti: il telefono Samsung riceve il segnale satellitare ma per trasmettere informazioni (ad esempio l’ordine di accreditare un pagamento per una trasmissione televisiva on-demand) utilizza le normali frequenze telefoniche Cdma o Wcdma.

La trasmissione in broadcast dei canali avviene nella banda dei 2,6 Ghz, molto simile a quella di periferiche Bluetooth e Wi-Fi (2,4) nonché dei telefonini Umts (2,1). Generalmente i broadcaster via satellite utilizzano altre frequenze per la trasmissione, che richiedono non solo una parabola per la loro ricezione ma anche un allineamento preciso che, in questo caso, non è necessario.

Per quanto riguarda l’intensità  del segnale e la ricezione in ambienti chiusi, i telefoni di Samsung non avranno mini-parabole o altri tipi di antenna esterna, ma potranno far di conto su di una serie di ripetitori del segnale satellitare posizionati nei principali centri urbani, per garantire un guadagno di ricezione.

Altro elemento chiave, la presenza di un satellite dedicato che trasmetta sulla frequenza riservata a questi telefonini (e in formato adeguato) i dati. Il satellite verrà  lanciato grazie alla cooperazione della giapponese Mobile Broadcasting Corp. e della coreana TU Media Corp. il prossimo 12 marzo con un razzo Atlas e successivamente, dopo un periodo di prova ad Aprile la commercializzazione del servizio in Corea e in Giappone inizierà  a luglio.