Caso “Vista Capable”, il tribunale vuole sentire Ballmer

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La vicenda che ha portato Microsoft, sembra su pressione di Intel, ad abbassare le specifiche minime di un computer “Vista Capable” porta in scena i grandi calibri. Il tribunale che sta esaminando il caso ordina la testimonianza di Ballmer.

Il tribunale chiamato ad giudicare sulla causa collettiva intentata sulle presunte e troppo accondiscendenti specifiche tecniche dell’hardware capace di far girare Windows Vista, vuole la testimonianza di Steve Ballmer.

Il giudice Marsha Pechman ha chiamato in aula (tempo 30 giorni per rispondere all’appello) l’amministratore delegato, ritenendo che abbia qualche cosa di interessante da dire in materia, questo nonostante Microsoft abbia più volte cercato di dimostrare che Ballmer non era a conoscenza delle trattative con Intel sull’inclusione dei chipset 915 tra quelli che sarebbero stati giudicati “Vista Capable”. Microsoft sostiene che il tavolo intorno al quale si era seduto, idealmente, anche Paul Otellini amministratore delegato Intel, vedeva presenti Jim Allchin e Will Poole, tutti e due ormai ex. Tutto quello che Ballmer sa della vicenda che ha portato Microsoft, dicono da Redmond, prima ad eliminare i chipset 915 dall’elenco di quelli adatti a Vista e poi ad includerli, lo sa per sentito dire. Il Ceo avrebbe partecipato solo a brevi discussioni sui requisiti tecnici.

Sarebbero però queste ultime “brevi discussioni” ad interessare Pechman. Il giudice vuole sapere perché Microsoft abbia abbassato le specifiche poco dopo un incontro tra Otellini e Ballemer e che cosa siano detti Mark Hurd, Ceo di HP e lo stesso Ballmer, sul programma “Vista Capable”. I querelanti ritengono che il capo di Microsoft abbia una visione specifica in materia e utile a chiarire l’intera vicenda.

La querelle, come accennato, nasce dal fatto che molti clienti che hanno comprato i computer con il logo Vista Capable e il chipset 915 di Intel si sono trovati con una macchina in grado di far funzionare solo la versione Home Basic, perché la componente non era adatta all’interfaccia Aero e non rispondeva alle specifiche minime del Windows Device Driver Model, che era un prerequisito per l’originale programma Vista Capable. Secondo i querelanti, Microsoft era al corrente che un abbassamento delle specifiche avrebbe dato dei problemi ed inizialmente non voleva cedere alle richieste di Intel. Redmond, hanno svelato i documenti, ha dovuto per altro anche fare fronte ad una HP infuriata cambiando le specifiche.

La società  di Palo Alto aveva infatti costruito due nuove schede madri, investendo milioni di dollari (7 per la precisione), per abbandonare i chipset 915 sperando di costruire un vantaggio competitivo offrendo ai clienti intenzionati ad aggiornare a Vista, un hardware adatto e competitivo. L’abbassamento delle specifiche avrebbe invece consentito ad alcuni suoi concorrenti di fare lo stesso, usando un chipset vecchio e che senza le pressioni di Intel non sarebbe mai stato qualificato come “Vista Capable”.

Allchin, svelano alcune email, fu profondamente contrariato dalla scelta, temendo di vedere compromessa la sua credibilità . Le forti perplessità  dell’allora co-presidente per la piattaforma Windows, vennero espresse a Ballmer via email. Ballmer si dichiarò estraneo alle scelte compiute scaricando tutta la responsabilità  su Will Poole, allora Senior Vice President per il business client di Windows. Allchin ha lasciato Microsoft il giorno del lancio di Vista, Poole, dopo essere stato assegnato al gruppo che si occupa di paesi emergenti, ha lasciato Microsoft lo scorso settembre.