Ceatec ’10: realtà  aumentata personale da Ntt DoCoMo

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Ntt DoCoMo, massimo operatore mobile giapponese ma anche fucina di idee geniali ed innovative, mostra AR Walker, un cellulare che opera come sistema per la realtà aumentata personale. Un micoschermo applicato ad un occhiale ci dice dove andiamo, cosa ci circonda e che tempo fa.

Ntt DoCoMo, principale operatore mobile giapponese ma anche una vera fucina di idee qualcuna geniale qualcuna solo provocatoria in campo tecnologico, al Ceatec non manca mai di sollecitare la curiosità del pubblico delle Makuari Messe e costì è stato anche per l’edizione 2010 della fiera. Tra le altre quella che ci ha più colpito è stato un interessantissimo sistema di realtà aumentata personale.

Si tratta di un sistema, denominato AR Walker, molto meno intrusivo di quelli visti fino ad oggi da altri sviluppatori che hanno pensato identici apparecchi ma molto piùm intrusivi e pesanti. Quello di Ntt DoCoMo consiste in un mini schermo, circa un centimetro di lunghezza e mezzo di altezza, applicato ad un occhiale del tutto simile a quelli che usiamo ogni giorno; un cavo porta ad un cellulare che opera come link tra noi e il sistema remoto dove riesiedono informazioni aggiornate in tempo reale a seconda delle nostre esigenze. Grazie ad un complesso sistema di giroscopi e al posizionamento satellitare, il telefono manda allo schermo una serie di informazioni sull’ambiente che ci circonda, dai ristoranti alla direzione di marcia che dobbiamo prendere per raggiungere un luogo, dalle fermate dei mezzi pubblici al tempo meteorologico alla lunghezza del percorso. L’occhiale digitale è anche in grado di capire in che direzione stiamo guardando e l’inclinazione della testa. Ad esempio, guardare in alto produce un’icona che  ci dice che tempo fa, guardare a lato ci fa sapere se nel raggio di un centinaio di metri c’è un ristorante o un bar.

La prova che abbiamo fatto il sistema di realtà virtuale è risultato efficiente almeno dal punto di vista concettuale, anche se evidentemente non è facile dire quale sarebbe la sua efficacia in un ambiente libero invece che predeterminato come quello creato da DoCoMo. Ma il fatto che indossandolo non si sia obbligati ad apparire, a seconda dei casi, come un Cyborg piombato da qualche porta spaziotempo sul nostro pianeta o un fricchettone hi-tech in vena di inutili stranezze, è già un gran passo avanti verso l’adozione commerciale di simili prodotti, fino a oggi frenati anche dalla scarsa accettabilità sociale per un dispositivo intrusivo e spesso anche brutto esteticamente.