Che cosa dopo il Mac?

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Dal 1984 ad oggi che cosa è realmente cambiato nel mondo dei personal computer? Ci sono state vere rivoluzioni o una costante evoluzione della primo prodotto a finestre commercializzato da Apple? E Cupertino è grado di produrre una nuova rivoluzione?

La scorsa settimana Macity vi ha informato della uscita di un nuovo articolo di John Dvorak sul Mac in maniera ironica , comprensibile, visti i trascorsi dell’editorialista di PC Magazine.

Ma forse stavolta, abbiamo liquidato troppo in fretta il pezzo di Dvorak come l’ennesima sparata di un trombone apertamente schierato contro i computer Apple.

In realta’ si tratta forse del pezzo più pro-Mac mai scritto da Dvorak, queste parole lo potrebbero testimoniare: ”
La cosa più interessante di OS X è la maniera in cui Apple è riuscita a prendere un kernel unix e trasformarlo in un OS amichevole con un desktop affascinante e la interfaccia del Mac. Si dice che i ragazzi di Linux abbiano legioni di scrittori di codice che dovrebbero essere la minaccia di Microsoft, ma non si sono neppure avvicinati a cio’ che la minuscola vecchia Apple è riuscita a fare … Apparentemente Apple ha fatto l’impossibile”

E ancora, ecco il vero cuore dell’articolo: “Perchè Apple non puo’ portare oltre il suo genio e tirare fuori una macchina totalmente nuova che non sia un Macintosh? …
In oltre 20 anni il business della alta tecnologia mondiale non ha inventato nulla che possa essere paragonato alla Xerox Star.
Tutti i soldi della ricerca e sviuppo sono stati male amministrati, ammazzati da zelanti contafagioli o semplicemente sprecati. Molti laboratori di ricerca e sviluppo sono stati chiusi, tutta la ricerca si è indirizzata nei semicondutori, e quel business è divenato più che altro una corsa dei topi”.

E’ davvero folle quel che Dvorak scrive? C’è rancore solo verso Apple o verso l’intera industria dei computer?

Allora il punto è che dal momento della illuminazione avvenuta negli anni 70 al Park Xerox, in cui si gettarono le basi delle attuali interfacce umane (mouse, finestre, icone ecc.) che Apple ebbe la lungimiranza di comprendere e commercializzare, di fatto non c’è più stata rivoluzione, solo velocizzazione e affinamento di quella idea primigenia.
Parliamo di quasi 30 anni di stallo, e nell’industria il cui tasso di presunta innovazione parrebbe più forsennato che mai!

L’interfaccia grafica per comandare un computer è stata davvero un salto logico enorme che ha permesso l’avvicinamento produttivo di milioni di persone ad un computer general purpose, e la distanza dei Mac di allora nei confronti di qualunque altro computer in termini di semplicita’ d’uso era incalcolabile.
Ma oggi?
Vogliamo, per un istante, fare gli avvocati del diavolo?

Ancora ai tempi dei system 6 e 7 esistevano tonnellate di studi scientificamente condotti che mostravano la maggiore intuitivita’ delle macchine Apple e la superiore produttivita’ di chi le usava.
Oggi con Mac OS X quello della semplicita’ d’uso sembra un ritornello che deve essere recitato, a prescindere, dal sapiente marketing della mela, in modo da imporsi comunque, anche senza prove documentali.

Vogliamo accontentarci di macchine sempre più veloci, belle a vedersi, tecnicamente ineccepibili, o possiamo ancora sperare nel lampo di genio, nella rivoluzione possibile, nell’idea folle che si impone a dispetto dello scetticismo imperante, nel coraggio di tentare di sovvertire un ordine ormai assillante?

Se volete possiamo parlarne in questa sezione del nostro Forum.
[A cura di Marco Centofanti]