Chip su tecnologie PA Semi in futuri iPhone e iPod

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Jobs conferma che l’acquisto di PA Semi è finalizzato a produrre nuovi chip per i dispositivi da tasca della Mela: “Fare system on a chip basati sulle loro tecnologie”, dice Jobs al New York Times.

PA Semi, la società  che Apple ha comprato alcune settimane fa, andrà  a realizzare System on a Chip per iPhone e iPod. Il coinvolgimento di componenti studiate da PA Semi in futuri dispositivi portatili della Mela, è stato confermato da Jobs in alcune dichiarazioni rilasciate al New York Times.

PA Semi, come riportato dal nostro sito ai tempi dell’acquisizione, si occupava sostanzialmente di processori a basso consumo basati su tecnologia PowerPC, la stessa che Apple aveva utilizzato prima di passare ad Intel. Appreso dell’acquisizione qualche sito si era spinto ad ipotizzare che Cupertino intendesse impiegare questi processori per nuovi prodotti da tasca in arrivo; qualcun altro si era addirittura lanciato nell’ipotesi di una Apple prossima ad abbandonare Intel per tornare ad un sistema PowerPc. In realtà  fin dall’inizio né l’una nè l’altra ipotesi erano apparse credibili; i processori di PA Semi non possono competere per prestazioni e assetto evolutivo generale con quelli di Intel e, per quanto parchi in fatto di consumo di corrente, consumano troppo per finire direttamente in un iPod o in un iPhone.

Jobs aveva dissipato direttamente ogni dubbio sottolineando come il rapporto con Intel sia più che saldo e precisando che l’interesse nell’acquisto di PA Semi è nelle tecnologie e nei “cervelli” (alcuni veramente eccelsi) che stanno dietro ad essa. Questa intenzione viene ora ulteriormente chiarita. In pratica tutto quanto ereditato da PA Semi verrà  usato per nuovi processori che serviranno a migliorare le prestazioni e a ridurre dimensioni e consumi dei futuri prodotti ultraportatili.

Apple attualmente impiega processori creati da terze parti alle quali, però, spesso chiede personalizzazioni e varianti specifiche. Questo in futuro potrebbe essere abbinato a veri e propri processori studiati da Apple nei suoi laboratori e affidati per la produzione a fabbriche esterne, cosa che anche PA Semi faceva quando era una società  indipendente.