Chromium, demo 3D che sfruttano WebGL

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Il sito The Chromium Projectso offre la possibilità di testare sulle ultime build di Chromium, il web browser open source da cui deriva Google Chrome, alcuni interessanti demo realizzati con il WebGL, lo standard che consente di utilizzare un comune browser per visualizzare e interagire con contenuti 3D anche complessi, senza ricorrere a plug-in o altri componenti esterni e sfruttare particolari caratteristiche delle schede video di ultima generazione. 

Il sito The Chromium Projectso offre la possibilità di testare sulle ultime build di Chromium, il web browser open source da cui deriva Google Chrome, alcuni interessanti demo realizzati con il WebGL, lo standard che consente di utilizzare un comune browser per visualizzare e interagire con contenuti 3D anche complessi, senza ricorrere a plug-in o altri componenti esterni e sfruttare particolari caratteristiche delle schede video di ultima generazione.

Quattro le dimostrazioni: la prima trasforma il browser in un muro 3D per la ricerca, la visualizzazione e la condivisione d’immagini appoggiandosi a Google Images: l’effetto è molto interessante e mostra ancora una volta che per la realizzazione di alcuni effetti non è necessario ricorrere a Flash. Il secondo demo pone il visualizzatore in un acquario 3D (creato grazie a JavaScript e WebGL), il terzo mostra l’animazione dell’erba che cresce sul prato e l’ultimo è un sito con un piccolo “laboratorio” per la creazione di avatar 3D.

La velocità di elaborazione varia secondo il computer utilizzato: su macchine più vecchiotte, quando gli oggetti 3D sono numerosi si nota un certo rallentamento. Google prevede di sfruttare l’accelerazione hardware anche per il 2D ma al momento questa funzione è limitata alla sola versione del browser per Windows.

L’ultima versione di Chromium consente anche di testare il tab denominato “Presentation”: muovendo in basso tre dita sul trackpad viene visualizzato un elenco di tutte le schede aperte, una funzionalità non presente in Safari ma che può essere simulata tramite il plug-in denominato TabExpose.

[A cura di Mauro Notarianni]