Cina, nel 2009 retate anti-pornografia con più di 5mila arresti

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Pechino diffonde i dati della sua lotta alla pornografia online. Migliaia gli arresti e di condanne nelle investigazioni che sono andate avanti per mesi. La repressione cinese però non si ferma a chi commette reati penali, ma tocca anche le opinioni e le manifestazioni del libero pensiero.

Una Cina puritana, anzi confuciana. Che persegue e arresta chi viola le leggi e la morale pubblica. In massa. Succede da sempre, e anche quest’anno, nella versione postmoderna di Internet, Pechino ha diffuso i dati delle operazioni di polizia svolte nel corso del 2009. Sono numeri di tutto rilievo, anche considerando che in Cina ci sono 360 milioni di utenti di Internet, secondo le statistiche internazionali. Comunque, ci sono state varie retate digitali, a seguito di numerose indagini e investigazioni, che hanno portato all’apertura di 4.186 fascicoli penali riguardo a 5.394 arresti. Un incremento di quattro volte rispetto al 2008.

La “foga giustizialista” cinese, che passa completamente sotto silenzio in occidente, è alquanto discutibile. Mentre la pedo-pornografia e la pedofilia sono reati tanto in Cina quanto in Europa e negli USA, la Cina aggiunge anche i reati di pornografia “pura”, quello che da noi sarebbe cioè la realizzazione di un sito vietato ai minori, ma per il resto pienamente legittimo. Invece, in Cina è passabile di arresto e detenzione anche per tempi particolarmente lunghi (più di venti anni).

La polizia ha dichiarato, attraverso una informativa del ministero degli Interni cinese, che “intensificherà  le punizioni per le operazioni digitali su Internet che violano la legge e i regolamenti”. “àˆÂ necessario – continua il comunicato – rafforzare il monitoraggio delle informazioni. I servizi stampa internet devono mette all’opera tecnologie preventive circa questi problemi”.

Il Partito comunista cinese è preoccupato della circolazione di immagini o idee che possano danneggiare sia l’ordinamento pubblico e politico del Paese che la sua morale (da qui il richiamo al rigore confuciano, che è una caratteristica costante della storia cinese da molti secoli), oltre che portare alla sedizione e al rischio di una deriva che invece il ministero della Sicurezza Pubblica ha tutta l’intenzione di correggere con ancor maggiore vigore nel corso del 2010. Tutti argomenti dei quali in Europa e negli USA ci si dimentica sistematicamente.